Incubi e sogni che giocano a fare l'amore di RAB – Robin edizioni – 116 pg

Un libro che ho ricevuto direttamente dalla casa editrice.

Inizialmente ho fatto fatica a capire quale fosse il nome dell’autore.

Sulla copertina molto simpatica, giallo sole con delle scritte quasi bambinesche, avevo scambiato il nome “Rab” per una parte del titolo, mentre è lo pseudonimo di Gabriele, 29 anni, al suo terzo libro.

Scoperte fatte cercandolo su Instagram dove ho trovato un ragazzo molto carino e scrivendogli ho scoperto essere anche molto gentile e simpatico. Non sono però riuscita a strappargli il significato di Rab, mi ha solo detto che è spiegato nel suo primo libro, molto astuta come risposta perché ora, incuriosita, dovrò leggerlo, ma lo farò con piacere.  

Il romanzo mi è piaciuto molto, ha uno stile divertente, leggero e un linguaggio molto giovane. Non smentisce e non conferma che sia autobiografico, da buon scrittore, ci lascia il dubbio.

Rab ci racconta delle sue vicende amorose, del come sia facile oggi trovare una compagnia sui social, mentre meno facile è riuscire a mantenerla e far crescere un sentimento, farlo resistere a tutto e tutti, soprattutto ai propri sogni.

E Rab ci parla proprio di sogni in questo suo libro, sogni che si trasformano in incubi e notti insonni.

Divertente la parte in cui coinvolge in modo educato Gesù nei suoi dialoghi interiori, mi ha ricordato un po’ il bellissimo film “Dio esiste e vive a Bruxelles”.

E’ un fiume in piena di pensieri, un flusso di coscienza continuo con delle immagini molto belle come “I baci la domenica mattina, quelli sulla fronte, quando tua madre ti svegliava.”

Un amore finito male e un’infinità di ricordi che pesano come macigni.

“I ricordi non dormono. Hanno fame dei miei sogni, mi mordono. Tengono accesa la luce nella notte.”

Immagini belle, commoventi, mi sono ritrovata a sottolineare moltissime frasi e anche questo fa di un libro un bel libro, scritto bene, che hai voglia di conservare nella memoria.

Poi un grande finale, dove ogni zia e zio innamorato dei propri nipoti, non può che commuoversi, una dedica dolcissima al suo piccolo nipotino che ha il dono, come tutti i bambini, di fargli tornare il sorriso anche nei momenti più bui. Da zia innamorata quale sono non ho potuto che essere d’accordo con ogni affermazione.

Vorrei fare per una volta anche i complimenti alla casa editrice, di cui spesso mi capita di recensire qualche libro e  mi ha fatto conoscere autori giovani davvero molto interessanti, si percepisce la cura e la passione con cui li seguono nel loro percorso.

Complimenti quindi a Rab e a Robin Edizioni.

 

LE FAVOLE DELLA BUONA NOTTE di Alessia Piemonte

Dopo Perle di Thriller ritrovo la mia amica Alessia, ormai la considero tale, visti i messaggi e le confidenze fino a tarda sera e la collaborazione per il prossimo podcast di un libro sogna (di cui non vi svelo nulla…per ora.)

Dicevo, ritrovo Alessia in splendida forma letteraria. Una copertina che finalmente da risalto alle sue parole, una bellissima immagine di una bambina controluce con in mano un orsetto, un immagine dolce che va molto d’accordo con un titolo altrettanto accattivante: LE FAVOLE DELLA BUONA NOTTE.

Quando mi ha inviato il testo ricordo di averci scherzato su dicendole che, conoscendola, immaginavo che buona notte fosse… e infatti. 

Anche se è passato pochissimo tempo dall’ultima raccolta di racconti ho trovato un Alessia molto più matura, un libro scritto con precisione, senza sbavature, anche le storie mi sono piaciute ancora di più.

Il libro è molto piccolo, per ora si può trovare solo in e-book e racchiude cinque racconti.

Il primo racconto si intitola IL LUPO MANNARO, siamo a Napoli, un bambino scompare nel nulla e i più anziani iniziano a temere sia tornato il lupo mannaro. La storia passa di bocca in bocca e un gruppo di giovani ragazzi è convinto anche di averlo visto. Un’atmosfera cupa, di mistero, di urla nella notte che gelano il sangue ma di cui non posso dirvi altro.

Il secondo racconto è LECH, ossia la strega golosa, chiamata così perché amava cibarsi delle carni e del sangue delle sue vittime per mantenere inalterata la sua bellezza.

Le sue prede preferite erano gli uomini di ogni età che vedendo questa bellissima donna si lasciavano abbindolare facilmente facendo poi una brutta fine. Questa strega si impossesserà anche della brutta Alfreda e, promettendole un corpo e un viso bellissimo, le farà fare le più turpi cose, ma come in ogni favola che si rispetti, non deve infrangere la promessa di non specchiarsi mai, per nessun motivo.

Alfreda diventa così Feralda e si trasferisce in una nuova città dove nessuno la conosce, inizia così a mietere le sue vittime e a terrorizzare il paese. Una storia con il profumo di leggenda. Un richiamo a vecchie streghe e sortilegi.

Il terzo racconto si intitola UN’ESTATE DA BRIVIDI e i protagonisti sono tre giovani amici, Giuseppe, Mattia e Carlo che decidono di fare una prova di coraggio per sfatare la leggenda paesana dove si dice che di notte le mummie resuscitano ed escono dalle cripte e dal Museo detto appunto delle mummie. Si intrufolarono quindi di notte ma qualcosa inizia ad andare storto…

Un racconto di vera suspense che vi terrà incollati alle pagine fino al finale inaspettato, che non posso ovviamente dirvi.

Il quarto è ALLUCINAZIONI? Un uomo si sveglia di notte e si ritrova ai piedi del letto un piccolo gnomo di nome Carnil.

Carnil dice di essere lì per servirlo e inizia a rammentargli la sua infanzia, a quando i genitori lo hanno abbandonato e lo hanno lasciato a vivere con la zia. Più lo gnomo parla e più la rabbia e il risentimento del giovane uomo si fanno più forti, finchè una luce abbagliante si fa presente nella stanza ed appare un bellissimo angelo che lo mette in guardia. Quello non è lo gnomo Carnil ma è il cattivissimo Meleficiant che vuole solo ucciderlo e divorare il suo cadavere.

Le due entità inizieranno una lotta senza pari, ma chi avrà la meglio?

L’ultimo è LA LEGGENDA DEL CUSTODE ed è forse il più inquietante perché rappresenta un po’ l’incubo di molti, l’essere sepolti vivi.

Tre amici entrano di notte in un cimitero, i soliti atti di eroismo, le risate, le prove di coraggio, gli scherzi. Ma non hanno fatto i conti con il custode pazzo del cimitero… una sequenza di atti folli e insensati si succederanno in questa notte da brividi.

Folletti, leggende, mostri, lupi mannari, Alessia non ci fa mancare nulla nemmeno questa volta e di nuovo ci fa vivere brevi ma intense storie con la sua bella e galoppante fantasia e il suo stile fresco e pieno di dettagli. Ancora brava Alessia!

 

UNA VALIGIA TRA SOGNI, PAURE E DESTINO di Valentina Marchetti

Edito da Letteratura Alternativa (166 pg)

Scritto sotto forma di diario, devo dire che inizialmente non mi ha trovato favorevole a questo tipo di scrittura. Non amo questa formula, amo di più i romanzi con tante descrizioni, dialoghi e tanta fantasia.

Però più andavo avanti e più mi affezionavo alla protagonista e alla fine credo che la formula vincente sia stato proprio la scelta del modo di raccontare questa storia.

La protagonista ci narra la sua vita, una vita piena tra gli affetti della famiglia, qualche storiella d’amore fino ad arrivare all’amore con la A maiuscola, il lavoro, lo studio… una vita che appare  come tante ma scritta con il cuore. Belle anche le pagini finali che l’autrice lascia a pensieri sparsi sul covid, la pandemia, il lockdown.

Non sappiamo se sia la sua storia o meno ma comunque mi ha fatto molto piacere leggerla.

Una nota dolente purtroppo però, sono delle piccole imperfezioni nel testo, ma di questo colpevolizzo la casa editrice che non dovrebbe avere certe sviste.

Un’altra cosa che eviterei nel prossimo romanzo sono le citazioni di intere canzoni, basta un pezzettino, non copierei tutta la canzone perché la musica riportata così può annoiare, anche se si tratta di canzoni bellissime che mi ricordano l’adolescenza come “la forza della vita” di Paolo Vallesi.

Due note sull’autrice:

Valentina Marchetti nasce a Terni il 26 agosto del 1991. Dopo essersi diplomata negli studi classici, si è laureata in scienze politiche nel 2015. La passione per la scrittura l'ha accompagnata fin dalla giovane età ed è una delle poche cose, a suo dire, che l'ha sempre fatta sentire in sintonia con il mondo. L'esigenza di ascoltare e imparare dagli altri soddisfa la sua sete di conoscenza e raccontare storie la aiuta ad esprimere le sfumature più profonde della sua personalità, con l'intento costante di mettere in luce diverse prospettive e senso critico di ogni situazione. Dopo aver sperimentato vari lavori in diversi settori, si è riavvicinata alla scrittura in un momento particolare della sua vita ed è così che è nato questo libro.

 

IO SONO UNA FAMIGLIA – IL GABBIANO di Liz Chester Brown (240 pg)

Questo libro mi ha rapito da subito, Arianna ci racconta la sua storia, la storia della sua famiglia, una vita complicata, infatti la conosciamo mentre sta uscendo dallo studio del suo psicanalista che le ha appena chiesto come si sente e le hai risposto: “Come un pomodoro svuotato”.

Poi torniamo indietro nel tempo a prima che lei nascesse, alla nascita dei suoi genitori e al loro primo incontro.

Francesco, suo padre, un uomo buono, solare e sempre allegro cresciuto in una famiglia felice dove l’amore non manca.

Ada, sua madre, invece è schiva, sembra timida, riservata. Cresciuta in una famiglia con un padre autoritario dove l’unica cosa che conta sono i soldi.

Francesco si ritrova in un matrimonio che lo legherà per sempre ad una donna con dei fortissimi problemi mentali che si ripercuoteranno su tutti i loro figli, ma non avrà mai la forza e il coraggio di slegarsi da lei.

Ada inizia a dare già i primi segni di follia con la prima figlia femmina, quasi la rifiuta perché avrebbe voluto un maschio, poi impazzisce del tutto alla secondo genita Arianna. La rifiuta, non vorrà nemmeno allattarla e la bambina crescerà solo con il grandissimo amore paterno che sarà la sua salvezza e con la famiglia di lui, mentre dalla madre non avrà mai un briciolo di amore e di attenzione.

Ada è un personaggio da pelle d’oca, descritto con una minuzia tale che non ho potuto fare a meno di chiedere all’autrice se si fosse ispirata ad una storia vera. Non so spiegarvi il mio stupore e commozione quando ho scoperto che si, la storia era vera ed era la sua.

Stavo parlando proprio con Arianna.

Leggendo queste pagine capirete cosa ho provato. Arianna vorresti solo stringerla forte e dirle “Coraggio, nonostante questa infanzia difficile, sei diventata una donna meravigliosa e almeno tuo padre è stato un esempio d’amore grandissimo”.

Ci vuole coraggio a raccontarsi, lo dico sempre, non è facile mettere nero su bianco il proprio vissuto, le proprie emozioni e il proprio dolore e chi ce la fa è da apprezzare ancora di più.

Lo stile è semplice, fluido, pulito, emotivo.

Mi ha fatto anche riflettere su un tema purtroppo sempre attuale. Proprio in questi giorni c’è stata la giornata mondiale contro la violenza sulla donna, una giornata che bisognerebbe estendere e far diventare anche contro la violenza domestica (più in generale) perché, come è vero che purtroppo moltissime donne ancora oggi subiscono la violenza maschile è altrettanto vero che ci sono anche degli uomini che subiscono una violenza psicologica da parte di alcune donne.

Non è assolutamente un paragone quello che sto facendo ma una constatazione dell’esistenza anche di un altro tipo di violenza domestica, quella psicologica sia al femminile che al maschile.

Come sappiamo non sempre è facile fuggire e cambiare vita, non tutti ci riescono, Francesco, per il bene dei suoi figli forse o per debolezza, non ci è riuscito.

Questo libro è stato autoprodotto e Liz ne ha curato anche la distribuzione nelle librerie. Le auguro quindi un grande successo perché è quello che merita.

Una frase bella del libro:

“Quando incontri una persona e il suo – agire - è in perfetta armonia con il tuo – agire - ecco che senti una vibrazione interna: sono loro! Le tue – corde - interne che stanno muovendo perché toccate da un suono in sintonia con i tuoi suoni. Perché hai incontrato una persona in – simpatia – con te, cioè simile a te.”

IL LUPO di Nazareth Simoncelli (144 pg) corponove editrice

Il libro di Nazareth Simoncelli è fresco fresco di stampa, infatti è uscito a luglio 2020.

Mi ha fatto molto piacere collaborare con lui e leggere il suo libro, ho avuto modo di farci due chiacchiere tramite qualche messaggio e si è dimostrato oltre che molto disponibile anche una persona davvero simpatica e interessante.

Mi ha raccontato di aver tratto ispirazione da un fatto di cronaca raccontato da un amico, un evento accaduto in Valseriana tra la fine del 1700 e i primi del 1800 ma nessun documento ritrovato, venti parole e la fantasia di Nazareth ha fatto il resto. 

Siamo alle fine del 1800 nel piccolo comune di Ardesio, in provincia di Bergamo. Una piccola comunità prevalentemente di pastori viene sconvolta dal ritrovamento di due cadaveri, due bambine che si trovavano sugli alpeggi a pascolare le pecore dei genitori.

Le due creature vengono trovate sgozzate e si pensa immediatamente ai lupi. Inizia una caccia feroce a questi animali ma per Tone, un giovane ragazzo che conosce molto bene questi animali, qualcosa non quadra.

Sa che i lupi non attaccano senza motivo e anche le ferite non corrisponderebbero ai morsi.

La piccola comunità non riesce ad accettare che un mostro si nasconda tra loro ma si dovranno ricredere quando ci saranno altre bambine uccise o scomparse.

Insomma un noir che vi terrà incollati al libro fino alla fine, ci vedrei bene anche un film.

L’eterna lotta tra il bene e il male, lupo e agnello sacrificale.

Mi è piaciuta la tensione che è riuscito a creare Nazareth e soprattutto i personaggi. Il buon Tone e la sua compagna dolcissima Gloria che dimostrare fino alla fine il suo grande amore per lui, senza mai un cedimento o un dubbio.

L’amore e la verità trionferanno?

Dovete leggerlo per scoprirlo.

Io ve lo consiglio se siete amanti del genere.

Una frase bella del libro:

“Le pecore passano tutta la vita con la paura del lupo, ma alla fine chi le mangia è il pastore.”

Due note sull’autore:

Nazareth Simoncelli 58 anni vive a Valbondione in provincia di Bergamo. Dopo trent’anni di lavoro nel mondo del piccolo elettrodomestico con società italiane e multinazionali ora può finalmente dedicarsi alla sua vera passione, la scrittura e cinque anni fa, pubblica il suo primo libro, “Aeternum” un romanzo storico che lo impegna per tre anni. Quest’anno invece è uscito il suo primo noir “Il lupo” e ha già in mente i prossimi progetti. Mai come questa volta mi sento di dire all’autore … IN BOCCA AL LUPO! E VIVA IL LUPO!

LA MALA ETERNITA’ di Daniela Frascati – 350 pg - Edizione Ensemble

Il romanzo ha un inizio molto bello e commovente dove conosciamo il protagonista, Angelo Moral (già il nome ci fa capire da che parte sta nell’eterna lotta tra bene e male) durante il funerale della sua amatissima mamma Rosa che, prima di morire, gli confessa che suo padre in realtà non è morto quando lui era piccolo ma semplicemente li ha abbandonati. Ora tocca a lui decidere se andarlo a cercare per conoscerlo.

Da questo momento il libro diventa un po’ confusionario, iniziano ad apparire moltissimi personaggi, ci sono sbalzi temporali che rendono il tutto ancora più difficile da comprendere.

Livio Moral, il padre di Angelo, fa parte di una setta che finge di far resuscitare i defunti e si arricchisce in questo modo.

Superata questa prima metà un po’ ostica, il libro poi cambia decisamente aspetto e prende una bellissima forma.

Ci allontaniamo un po’ dai personaggi della setta e seguiamo il viaggio sfortunato di Angelo in cerca di suo padre. Viaggio che diventa anche molto introspettivo perché alla fine lui capirà davvero chi è e dopo una serie di eventi davvero nefasti, tornerà finalmente a casa con nuove e bellissime prospettive per il futuro.

Molto bello anche il finale che con la figura della madre che riappare, anche se solo come spirito, si ha la sensazione che il cerchio si sia davvero chiuso.

Angelo incontrerà molti personaggi sul suo cammino, uno più bello dell’altro, caratterizzati in modo ineccepibile.

Tra tutti i più belli sono sicuramente Aspasia, la regina del cibo che cucina ricette da far resuscitare i morti davvero, Ottorino il suo più grande amore. Leone il vecchio saggio con una grande morale, Fulgenzia la giovane con un passato traumatico, Ausilia la giovane e dolcissima guardiana del cimitero con una strana acconciatura sulla testa che diventerà grande amica della tenerissima Natuzza, amica degli angeli, di un’ingenuità commovente che lavora in un hotel.  

Alla fine tutto troverà una sua ragione e verrà risistemato un ordine universale.

Se vi piacciono le atmosfere con un po’ di magia questo è il libro che fa per voi.

Due parole sull’autrice: Daniela Frascati

Toscana di nascita, vive a Roma. È impegnata da anni nelle politiche della differenza di genere e nel sociale, anche come organizzatrice di eventi culturali. Collabora con vari giornali territoriali e ha ideato e condotto per Radio Città Futura una trasmissione dal titolo “Il Pane e le Rose”. Tra il 2005 e il 2012 ha pubblicato alcuni racconti in diverse antologie, accanto a nomi di calibro tra cui Camilleri, Carlotto, De Luca, Macchiavelli, Guccini, Morozzi, Marcialis. Pubblica i romanzi Nuda vita nel 2011 e La passeggera nel 2015.

Una frase bella del libro:

“Il dolore non chiede vendetta né giustizia, ma reclama un tempo ragionevole per essere accompagnato fuori dalla porta dell’anima”.

 

FINESTRA VISTA MARE di Ariel Fonseca Rivero (78pg)

Mi ha fatto molto piacere leggere questo libro e soprattutto conoscere questo giovane autore che per la prima volta, grazie alla casa editrice Ensemble, pubblica in Italia.

Sette storie, sette brevi racconti, sette vite che l’autore ci fa spiare dalla finestra. Entriamo in sette case diverse, protagoniste quasi tutte donne, donne cubane, donne combattenti, donne che hanno sofferto e soffrono ma che non vogliono rinunciare alla propria felicità, per nulla al mondo.

Poche pagine, anche questo è un pregio, dove Rivero condensa dolori, speranze, sofferenze, povertà, pregiudizi, solitudine, amore.

Mi sono piaciute tutte le storie perché ognuna aveva un messaggio diverso e intenso ma quella che più mi è rimasta nel cuore è la prima dove il protagonista in realtà è un uomo, o forse una coppia.

Una coppia che non sa come dare da mangiare alla sua piccola, una coppia che si ama follemente e tutte le notti fa l’amore ma poi non dormono pensando a come sopravvivere. Finché, un giorno, il padre arriva a prostituirsi, la moglie lo capisce ma non lo accusa anzi, lo ama ancora di più.

Ho trovato questo racconto lacerante e intenso. Di una bellezza rara.

Mi piace la sua scrittura rapida, veloce, scorrevole, semplice, che arriva dritto al cuore senza troppi giri di parole.

Alla fine del libro troviamo anche una bellissima e interessante intervista all’autore che ci spiega che ha voluto raccontare proprio la vita dell’isola di Cuba, le fatiche della vita quotidiana. Un elemento ricorrente sono proprio le diverse manifestazioni di violenza perché il cubano, dice l’autore, è battagliero per natura ma c’è anche un messaggio positivo in tutte queste battaglie, ed è quello di essere vivi, non fermarsi mai, lottare per raggiungere ciò che vogliamo.

Io ve lo consiglio!

Due note sull’autore:

È nato a Sancti Spíritus (Cuba) nel 1986. Narratore e poeta, laureato in Informatica, si è specializzato presso il centro di formazione letteraria Onelio Jorge Cardoso ed è membro della Associazione Hermanos Saíz. Finestra vista mare ha ricevuto il premio Sancti Spíritus Jayad Jamís nel 2016, ed è il suo primo libro pubblicato in Italia.

 

RITORNO A VILLA BLU (di Gianni Verdoliva – 184 pg)

Tre fratelli si ritrovano nella villa del nonno, soprannominata Villa Blu, per il suo funerale. Nonno Ascanio lascia loro in eredità proprio la villa e molti misteri da svelare.

L’autore ci fa tornare indietro nel tempo, ci fa vivere magie antiche e antichi rituali che tornano poi prepotentemente nel presente e che solo l’amore potrà sconfiggere. Protagonisti indiscussi del romanzo sono l’eterna lotta tra bene e male, l’invidia di una donna, incantesimi e sortilegi. Insomma un’atmosfera davvero incantata.

Proprio questa atmosfera e i personaggi sono ciò che più mi ha colpita di questo romanzo, sono descritti così bene da riuscire ad immaginarli perfettamente come, ad esempio, la bellissima Amabile, di cui riusciamo a sentire l’odore delle buonissime torte.

Amabile è un personaggio bellissimo, una donna forte, onesta, buona, generosa e anche lei un po’ strega.

Sua antagonista è Nerina, personaggio negativo ma altrettanto affascinante e ben delineato, mette davvero i brividi.

Il padre dei ragazzi è un personaggio senza molta spina dorsale ma ci intenerisce mentre la madre è, volutamente, la più antipatica, forse ancor più di Nerina che è pur sempre, la cattiva per antonomasia.

Senza spoilerare troppo, mi è piaciuto molto anche il finale, dove la conclusione di tutto avverrà grazie anche ad uno strumento musicale molto particolare, l’hangpan, la cui melodia spezzerà ogni incantesimo.

Andatelo a cercare, se non lo conoscete, perché è uno strumento molto interessante ed emette una musica celestiale.

Due parole sull’autore: Gianni Verdoliva vive e lavora a Torino. Giornalista pubblicista, è attualmente S.F.E.R.A. coach. Ritorno a Villa Blu, già finalista al premio Il Convivio 2018 come opera inedita, è il suo primo romanzo ma la sua seconda opera letteraria, dopo la raccolta di racconti Come anime scelte che si ritrovano, edito anch’esso dalla Robin edizioni.

Una frase bella del libro:

“Le risposte, a volte, non arrivano con le parole, ma con i gesti”.

LE CRONACHE DI ALASTER I – DRAGO di Leonardo Tomer (268 pg)

Leonardo mi ha contattato quest’estate per chiedermi se avessi voglia di leggere il suo romanzo appena uscito.

“Certo, mandami pure il pdf.”

E lui mi ha risposto: “Se non ti dispiace di solito preferisco inviare il cartaceo”. Ecco come si conquista una donna! Non con i fiori, non con i diamanti… ma con un libro in carta e ossa. A parte gli scherzi, mi ha fatto molto piacere ricevere il suo libro con tanto di bellissima dedica. Ma questo, giuro, che non ha influenzato ciò che sto per scrivere.

Faccio un’ultima premessa. Non sono mai stata un amante dei fantasy, questo l’ho confessato anche all’autore, però è riuscito ugualmente a rapirmi. Un punto in più a suo favore.

 

Ci troviamo in un mondo fantastico fatto di mezz’uomini, maghi, elfi, orchi e draghi.

Marcel è un piccolo uomo o meglio un mezz’uomo, con il desiderio di ritrovare il prezioso occhio del Drago di cui ha sempre sentito narrare da suo nonno. Lo accompagneranno, in questo difficile viaggio, Alaster il mercenario e la bellissima maga Myra.

Molti i passaggi dove Leonardo ci tiene con il fiato sospeso e in altri ci fa scendere qualche lacrimuccia di commozione.

Molto dettagliate le scene di combattimento e di descrizione delle armi. Belle anche le scene dove Alaster insegna a Marcel a combattere o almeno a difendersi, e si evince che dietro quelle descrizioni si cela un maestro di scherma perché si vede che parla di ciò che sa.

Lo stile è semplice e mi è piaciuto per questo, non vuole trovare paroloni difficili e artificiosi. E’ uno stile fluido, scorrevole e giovane come giovane è l’autore, di appena trentuno anni. Fiorentino di nascita questo è il suo primo romanzo e sicuramente non l’ultimo visto che è già prevista una trilogia di Alaster, il vero protagonista del romanzo.

Non credo di esagerare se dico che lo vedrei bene anche come sceneggiatura di un film.

In bocca al lupo allora a Leonardo Tomer e complimenti!

 

L’UOMO DEI PICCIONI di Salvatore Scalisi

Salvatore è stato uno dei primi autori a contattarmi su instagram per chiedermi di leggere uno dei suoi tantissimi libri.

Ora gli autori, per mia grande gioia diventano sempre più numerosi, quindi ho deciso di dedicare loro una sezione del mio Blog.

Due note sull’autore: è nato e vive a Catania. Dopo gli studi classici ha svolto lavori di ogni tipo, coltivando nel frattempo la sua passione per la scrittura. È autore di numerosi racconti brevi e lunghi, romanzi e sceneggiature cinematografiche.

Ma torniamo al nostro Uomo dei Piccioni.

Stefano sembra non avere altra ragione di vita che la scrittura e dopo averle tentate tutte, sentendo che tra le quattro mura domestiche sta perdendo la sua ispirazione, decide di prendersi una “vacanza” dalla famiglia e fare un’esperienza tra i senza tetto.

Parte senza dare spiegazioni né una meta, porta con sé solo pochi indumenti e il suo quaderno dove ha iniziato il suo romanzo.

Si rivelerà un’esperienza davvero profonda. Intesserà una bellissima amicizia con Carlo. Questa vita, così difficile, lo farà crescere molto e lo porterà a raggiungere il finale sperato… forse.

Finale con diversi colpi di scena.

Salvatore ha uno stile fluido e scorrevole, una scrittura semplice che con questo argomento entra nel cuore.

Se avete voglia di una lettura piena di buoni sentimenti, di introspezione, di ricerca di sé stessi, questo è libro che fa per voi.