PARADISI SENZA LUCE di Damiano Dario Ghiglino (auto prodotto)

Scritto sotto forma di diario, le parole che ascoltiamo sono di Mario, un giovane adolescente che da sempre porta il peso di una condanna, sente dentro di sé che la sua vita sarà breve, non sa come, non sa perché, ma lo sa. Un grido di dolore e di insoddisfazione verso il mondo il suo che pochi sanno ascoltare. Sua madre piange sempre, suo padre non c’è più. L’unico con cui Mario riesce a confrontarsi è l’amico Vittorio, anche la sua vita non appare semplice e insieme cercheranno quella forza che l’esistenza impone, ma che a quattordici anni senti di non avere ancora.

Di solito sono gli adulti a difenderti dal dolore e dalle prime inquietudini ma in queste storie sono in realtà i più assenti.

Un grido di dolore quello di Mario e di tutti quegli adolescenti che non hanno una guida e che si ritrovano ad affrontare, da soli, sfide più grandi di loro e l’odio, che a volte li pervade, perché non sanno come gestire la vita che gli si scaraventa addosso.

Bellissime alcune immagini come: “Pensavo che la vita fosse come il riso soffiato versato sul latte di soia.

Un romanzo intenso, toccante e commovente, scritto con cura e precisione. Un auto produzione senza sbavature né imperfezioni, quindi doppiamente complimenti all’autore.

Mi avrebbe fatto piacere avere qualche notizia in più su di lui da condividere ma rispetto la riservatezza che lo rende ancora più interessante.

Frasi belle del libro:

“Bisogna lottare contro sé stessi per essere felici.”

“C’è una cosa che a tutti è concesso non vedere: i propri occhi frantumarsi”.

LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI di Valerio Cruciani (190 pg ed. ensemble ottobre 2020)

Di nuovo devo ringraziare la casa editrice Ensemble e il suo ufficio stampa che mi hanno permesso di conoscere questo libro e questo autore.

Un libro che, dalle prime pagine, esplode nella sua potenza e nella sua apparente assurdità.

Inizialmente le voci che si alternano sono due: Lei, Roberta, la moglie che lavora all’Università come ricercatrice in ambito ambientale, in particolare sui ghiacciai. Lui, Luciano, il marito, fa il produttore cinematografico.

Lui la chiama, le dice che quella sera devono andare ad una festa, Lei non ne ha voglia, è stanca, vorrebbe solo restare a casa tranquilla, Lui insiste e Lei cede.

Da questo momento in poi tutto cambia, tutto esplode o implode, a seconda dei punti di vista che cambiano continuamente.

Si, perché a quella festa Roberta conoscerà una donna che le cambierà la vita, Roberta il giorno dopo non sarà più la brava Dottoressa, la brava mogliettina e la brava mamma (ha una figlia grande che studia all’estero).

Roberta vuole concedersi qualcosa di inesplorato, qualcosa che nessuno si aspetta da lei. Qualcosa, a quella festa, in lei cambia.

Roberta accetterà di fare un film hard, senza coprirsi il volto, in modo che sia riconoscibilissima.

Il primo a scoprirla sarà proprio il marito e piano piano tutte le persone accanto a lei. Il mondo di Roberta si scioglie piano piano proprio come fanno i suoi ghiacciai e sarà impossibile, da quel momento in poi, tornare indietro.

Ma nel libro non c’è solo questa storia, si alternano voci diverse, tante voci, addirittura quelle delle pareti della scuola dove Roberta si troverà ad insegnare, pareti che saranno più comprensive di qualsiasi altro essere umano (uomo o donna) che verrà a contatto con la sua storia.

La libertà di questa donna, che ha fatto del suo corpo ciò che ha voluto, non verrà né accettata né capita.

Roberta non si pentirà mai di ciò che ha fatto ma solo di non averlo fatto in forma anonima, forse.

E’ un libro intenso, con dei contenuti che fanno riflettere. Fin dove si può spingere una persona con il proprio corpo? La nostra libertà finisce dove inizia quella di chi ci sta accanto?

L’autore affronta temi importanti, come quello della provocazione verbale, dei complimenti non richiesti, delle molestie e delle avance che molte donne subiscono quotidianamente.

Gli stessi uomini che hanno fatto tutto questo saranno i primi a puntare il dito davanti ad una donna che fa una scelta estrema ma lo fa con consapevolezza e perché ha voglia di farlo.

Un libro che apre molti dibattiti e numerose interpretazioni.

Mi è piaciuto molto, oltre all’argomento anche il suo stile, molto fluido e scorrevole, accattivante. Si fa leggere in poche ore e fino all’ultimo ti tiene in sospeso.

Se volete leggere un romanzo diverso dal solito e che vi aprirà molti spunti su cui riflettere, questo è il libro che fa per voi. 

L’autore si presenta così:

Valerio Cruciani, romano, laureato in Lettere e Filosofia. Ho vissuto per nove anni in Spagna, tra Madrid e Logroño. Mi permetto di dire in giro che sono sceneggiatore, dato che ho collaborato con alcuni produttori e registi alla scrittura di qualche documentario, qualche corto e qualche film -realizzati e non.

Mi arrogo anche il diritto di dire che sono un romanziere, dato che proprio in Spagna la casa editrice Click Ediciones (Grupo Planeta) ha pubblicato i miei primi quattro romanzi: ¡Matadme!, Negro spaghetti (entrambi fuori catalogo), Volvieron cantando e Palabras fugaces (disponibili su Amazon in ebook). Per non parlare dei racconti, alcuni pubblicati su riviste, altri inediti, qualcuno anche tradotto.

Nel 2020 le Edizioni Ensemble hanno dato alle stampe il mio nuovo romanzo Lo scioglimento dei ghiacci, anche questo disponibile in libreria e in tutti gli store online.

Per altre divertenti info su Valerio Cruciani visitate il suo sito https://valeriocruciani.wordpress.com/

RAGAZZI CHIMICI di Angela Infante e Andrea Mauri (94 pg ed. Ensemble)

Un libro molto intenso, non un romanzo ma una raccolta di storie, brevi racconti, come dice la prefazione “in punta di piedi ma con l’orgoglio di voler raccontare di noi stessi come solo noi sappiamo fare”.

Il Noi in questione sono nove ragazzi, ognuno con la sua storia, il proprio dolore, ma tutti con qualcosa in comune ossia la possibilità, attraverso il sesso di andare oltre ciò che il corpo consente, andare oltre loro stessi, oltre quel dolore che alcuni di loro hanno dentro senza saperne il motivo. Sono ragazzi che si sono persi e di molti non sappiamo nemmeno se si sono ritrovati, se hanno trovato la pace tanto agognata. Abbiamo stralci di racconti, pezzi di diario, stralci di conversazione con una psicologa, un amico o con sé stessi.

Il comune denominatore di tutte queste storie è uno su tutti, il Chemsex, ossia fare sesso dopo aver assunto droghe pesanti.

Alcuni lo fanno per noia, per provare qualcosa di nuovo, per rinnovare un rapporto noioso, per adrenalina, per riempire un vuoto.

Il problema più grande però poi è che spesso, da lì, non si torna più indietro, si entra in un tunnel e in un vortice da cui è difficilissimo riemergere e se ci riesci magari ti risvegli con qualche malattia pesante da sopportare e da condividere, e così ti ritrovi ancora più solo e vuoto.

Federico, Angelo, Stefano, Pipetta, Alessio, Saverio, Flavio sono solo alcuni dei protagonisti di queste toccanti e crude storie.

Il libro termina con un interessante intervento di Filippo Maria Nimbi che ci spiega, in modo molto chiaro, che cos’è il Chemsex e cioè un fenomeno emergente che identifica il consumo di specifiche sostanze psicoattive all’interno dell’attività sessuale tra uomini che hanno rapporti con uomini, per facilitare, migliorare e prolungare l’esperienza sessuale.

In Italia sono pochissimi i servizi specifici dedicati a persone che fanno chemsex e quelli che attualmente si occupano di dipendenza non sembrano essere in grado di affrontare questa emergenza a causa della mancanza di conoscenze, di strategie efficaci e alla presenza di atteggiamenti negativi nei confronti della popolazione LGBTQI+.

Per questo ringrazio Ensemble per aver dato spazio a questo argomento così importante e poco conosciuto e aver dato a me la possibilità di conoscerlo e recensirlo.

Un solo appunto negativo, l’immagine di copertina e il titolo a mio parere non danno il giusto risalto ai temi trattati, anzi ad un primo sguardo sembra quasi un libro frivolo e senza pretese, invece le pretese ci sono, la pretesa giustissima di essere ascoltati.

 

LE REGOLE DELLA BELLEZZA di Davide Mauro (424 pg auto pubblicato)

Quando ho iniziato il libro di Davide ero un po’ impaurita dalla mole, un libro di più di 400 pagine è un bell’impegno emotivo perché, se non ti dovesse piacere, avresti la sensazione di aver perso tempo e tolto ad altro. Beh, così non è stato. Questo romanzo mi ha letteralmente rapito. Devo dire che già il titolo e la copertina sono molto belli e invogliano alla lettura.

Mi ha talmente trascinato nel suo mondo che, chiudendosi il libro con una lettera del nipote del protagonista, senza nemmeno fare due semplici calcoli, ho subito chiesto a Davide se fosse lui il nipote di Cesare Baldi. Immagino le risate che si sia fatto.

Mi ha letteralmente stregata e mi ha coinvolto a tal punto che quelle pagine mi sembravano troppo reali per essere frutto di fantasia.

Nella prefazione Davide spiega che ci sono voluti ben vent’anni da quando è nata l’idea alla effettiva realizzazione.

Vent’anni dove ha fatto lunghe ricerche, ha studiato gli eventi storici, i movimenti artistici e la vita quotidiana nella seconda metà dell’Ottocento e dei primi del Novecento, e addirittura la mentalità dell’epoca. Non ha lasciato nulla al caso e questo traspare in ogni pagina. Davide ci fa immergere nella Parigi degli impressionisti svelandoci anche aneddoti che in pochi, credo, sappiano.

È stato bellissimo seguire il giovane toscano Cesare Baldi che, trasferitosi a Parigi per studio, decide di rimanervi a vivere e inizia a frequentare alcuni dei più grandi pittori di tutti i tempi (o meglio coloro che lo sarebbero divenuti di lì a poco).

Frequentiamo i bar, i locali dove tutti questi giovani artisti si incontravano, discutevano, disegnavano. Viviamo con Cesare un fermento culturale unico. Cesare inizialmente prova a seguire le orme del padre con un piccolo negozio di antiquariato e arte, lo scontro generazionale sarà inevitabile quando Cesare cercherà di aprirsi all’avanguardia, piano piano poi si staccherà dal padre per seguire quello che veramente sogna fare, ossia il giornalista.

Diventerà uno dei più affermati e competenti e recensirà proprio i giovani talenti, si sposerà con Beatrice e il primo figlio lo chiamerà giustamente Dante.

Anche Dante subirà il fascino della pittura e dell’arte e inizierà il nuovo scontro generazionale.

“Le regole della bellezza” che dà il nome al romanzo è il titolo della conferenza che verrà fatta in onore di Cesare quando questi, ormai in pensione, deciderà di ritirarsi in Italia, un omaggio ad un uomo che aveva fatto dell’arte la sua vita.  

Il grande pregio di questo romanzo, oltre allo stile impeccabile, a mio avviso, è il clima che riesce a ricreare, mi sono sentita davvero a Parigi e mi sono immaginata seduta nei salotti letterari a bere e a disquisire con Manet, Monet, Degas, Baudelaire, Zola, Cezanne, Verlaine, Picasso.

Bellissimi i due aneddoti dove Cesare incontra Toulouse – Lautrec e Modigliani. Il primo in un bordello mentre dipinge le sue ballerine di can-can e l’altro invece in un bar a farsi offrire da bere in cambio di un veloce ritratto.

 Frasi belle del libro:

“Al pittore non interessa rappresentare ciò che si vede ma ciò che sente”.

“C’è una cosa che distingue un vero artista da un presunto artista: sono le idee e l’intuizione”.

IL NUDO di Gianluca Gabbi - edizione Nulla Die (103 pg.)

Siamo nel 1400, precisamente nel castello di Rossena, sulle colline emiliane;

Re Carlo si risveglia imprigionato in una tela. Scoprirà, da lì a poco, di essere stato assassinato e da questo dipinto osserverà tutte le persone che lui credeva fedeli servitori, amici e amanti, e di come hanno tramato alle sue spalle e gioito della sua morte.

Carlo era un uomo molto odiato anche se, come tutti i cattivi che si rispettino, non se ne era mai accorto.

Il banchetto che verrà fatto in onore, o meglio, per festeggiare la sua morte lo sottolineerà ancora di più proprio sotto i suoi occhi increduli.

Verrà, prima insultato in tutti e poi deriso, con un ultimo scherzo del suo amico d’infanzia e pittore Monello che ha escogitato un modo per far sciogliere gli abiti del regnante dipinto e lasciarlo completamente Nudo alla mercè delle risa di tutta la corte.

Umiliato e denigrato, il re non avrà modo nemmeno di fuggire a questo triste destino certamente un po’ meritato.

Mentre assistiamo agli intrighi di corte ci sono anche dei flashback nel passato dove l’autore ci spiega come Re Carlo abbia conquistato l’ambito trono che prima di lui fu di suo padre. 

Un romanzo molto interessante, originale seppur con qualche richiamo ai grandi romanzi storici. Mi ha riportato alla memoria l’Amleto, le congiure di palazzo, l’amore segreto tra la moglie del re con il cognato.  

Gianluca Gabbi ha uno stile pulito, chiaro, mi è piaciuto molto il suo modo di narrare e di descrivere le ambientazioni e le situazioni, belli anche i dialoghi, molto veritieri.   

Originale l’idea del quadro che si scioglie e lascia a nudo tutta la viltà di questo regnante, molto suggestivo e allegorico, e la circolarità delle vicende, ciò che fai prima o poi ti torna indietro, nel bene e nel male. 

Bella la scelta editoriale finale dove si coinvolge il lettore, che viene chiamato “lettore protagonista”, per cercare eventuali errori e segnalarli. Come scrive l’editore: “La pubblicazione di un libro è un’operazione complessa (oltre che dispendiosa, aggiungo io) … ed è praticamente impossibile pubblicare un libro senza commettere errori… Le siamo grati, perciò, se ce li segnalerà.”

L’ho trovata una formula originale e vincente, dove si ammette che nessuno è perfetto e, per una piccola casa editrice indipendente NON a pagamento, questo è per me un valore aggiunto. Pubblicare oggi è alla portata un po’ di tutti ma pubblicare qualcosa di qualità è un valore che non va perso.

Una frase bella del libro:

“Nudo. Come negli incubi più imbarazzanti, ero nudo in pubblico. Io, il temuto Re Carlo, dominatore assoluto di ogni terra conosciuta.”

CONSIGLIATO: Si, in particolare a chi ama gli intrighi di corte e i romanzi storici.

Due note sull’autore:

Ho chiesto all’autore quale sia stata la sua ispirazione e come sia nato questo libro.

“L'idea è nata dalla voglia di riuscire a scrivere una storia davvero originale. Un libro che mi è stato davvero d'ispirazione, per quanto riguarda lo stile della prosa, è stato "i quarantuno colpi" di Mo Yan dove la narrazione onnisciente è alternata al racconto in prima persona.”

Gianluca Gabbi nato a Montecchio Emilia (RE) il 4/9/1984. Diplomato in ragioneria, sposato e padre di due figli.

Ad agosto 2020 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio “IL CASTELLO DEI SERPENTI-GALLI” con la casa editrice non a pagamento Bookabook di Milano.

A febbraio 2021 è iniziata la distribuzione del suo secondo lavoro “IL NUDO” con la casa editrice non a pagamento Nulla die di Enna. Questo romanzo breve è stato tra i finalisti dell’edizione 2020 del premio Giorgione Prunola, categoria inediti.

 

LA CASA GIALLA di Marta Brioschi (440 pg auto pubblicazione a dicembre 2020)

La casa gialla è il primo romanzo dell’autrice Marta Brioschi, anche lei ha scelto la strada dell’auto pubblicazione, il suo libro è uscito a dicembre 2020.

Questo romanzo mi ha letteralmente conquistata fin dalle prime pagine.

Un mix tra un thriller, una storia d’amore e una saga familiare il tutto mescolato con cura e maestria.

Apre la storia il protagonista, un giovane coreano Son-Jun, che parte dalla Corea per cercare la madre Suzanne che lo abbandonò da piccolo lasciandolo con il padre che non gli diede mai informazioni su questa fuga né sulla donna.

Son-Jun sente che c’è un mistero dietro tutto questo e decide di seguire i pochi indizi che ha. Sa che sua madre era francese e partendo da una semplice foto che la ritrae davanti una chiesa inizia la sua indagine e il suo viaggio.

La prima persona che incontrerà in Francia è Chantal, una ragazza molto bella che, colpita dal fascino del ragazzo, dopo aver ascoltato la sua storia, decide di aiutarlo e seguirlo nelle indagini. Arriveranno così in Toscana dove conosceremo anche Angelica, la bellissima figlia del proprietario del B&B che ospiterà Son-Jun e Chantal, Silvia Nocenti, la zia di Angelica e molti altri personaggi.

La storia scorre piacevolissimamente, come ogni libro noir, ci lascia con il fiato sospeso ad ogni termine di capitolo costringendoci ad andare avanti anche se è da ore che stiamo leggendo. il tempo si ferma. Maestra anche nella caratterizzazione dei personaggi, delineati con estrema cura, riusciamo davvero ad immaginarceli. E’ facile tifare per alcuni di loro mentre per altri nascerà una vera e sana antipatia.

Dopo che avrete letto il libro vi consiglio anche di visitare il suo blog

unpodiraplapla.blogspot.com dove troverete molti aneddoti ed approfondimenti interessanti.

Chiacchierando con l’autrice mi ha detto di essersi ispirata ai K-drama, serie tv coreane, di cui ignoravo totalmente l’esistenza, ma che lei conosce molto bene, perché le traduce dall’inglese per una piattaforma streaming. In particolare, si è ispirata ad un attore che le ha dato il là per costruire il suo protagonista.

Ha già previsto anche un nuovo libro con altre avventure del giovane e bellissimo Son-Jun e io non vedo l’ora di leggerlo.

Due note sull’autrice:

Nata a Milano nel 1967, vive tra Piemonte e Alto Adige, ha fatto studi classici e poi Economia all’università. Lavora come responsabile della comunicazione e nel tempo libero traduce serie asiatiche, per una piattaforma di streaming chiamata Viki.

Aveva da tempo in testa l’idea di scrivere un giallo ambientato in una casa gialla in Toscana (sua regione preferita) e l’occasione è arrivata con il primo lock down.

Inizialmente ha scelto l’auto pubblicazione perché pensava di stampare poche copie per amici e parenti, ma il libro sta piacendo molto e questo l’ha spinta a iniziare a scrivere nuove indagini per il novello detective.

Consigliato: sì, a chi piacciono i gialli ma anche le storie d’amore, le saghe familiari, i paesi lontani e la suspence. 

DI UN ROMANZO AI TEMPI DI INSTAGRAM, E DI UNA STORIA D’AMORE

di Alice Gransassi Ferretti (212 pg edito da Albatros).

Ho letto questo libro per collaborazione, Alice mi ha inviato il suo testo e io con piacere l’ho letto.

Non posso raccontarvi molto per non spoilerare ma cercherò di dare solo le giuste informazioni e il mio parere.

L’inizio mi ha lasciata un po’ confusa perché la realtà si mescola ai sogni e ho fatto un po’ fatica ad entrare nel vivo del racconto e a capire bene “come stavano le cose”, però devo dire che, superato questo primo impasse, il libro poi è divenuto molto scorrevole e piacevole.

E’ proprio vero che nei libri ci ritrovi le persone, gli autori e questo è una delle cose più apprezzabili quando si legge un romanzo, immaginarsi che quella storia sia vera, sia accaduta realmente e anche se poi non lo è non importa.

In questo caso sogniamo e viviamo le vicende amorose di Alice, la protagonista che si chiama anche come l’autrice.

Senza dirvi troppo, posso citare quello che c’è scritto sul retro della copertina, ossia che Alice è una giovane psicologa che decide un giorno finalmente di inviare il suo manoscritto ad un promettente editore che però la rifiuta favorendo un giovane influencer di Instagram.

Delusa e abbattuta Alice torna a casa e si ubriaca, quando si risveglia la mattina dopo si ritrova in una casa che non conosce e soprattutto con una bambina bionda che la chiama mamma… Da qui inizieranno una serie di avvenimenti che travolgeranno Alice e anche noi lettori e lettrici, lasciandoci con il fiato sospeso fino alla fine.

Lo stile di Alice è molto fluido, semplice, senza troppe pretese e che arriva dritto alla meta, ossia al cuore del lettore.

Sa catturare l’attenzione e non è una dote da poco.

Il personaggio più bello per me è Luca, l’amico che le dà consigli e la riporta alla realtà quando lei viaggia sulle nuvole.

Molto ben delineati anche i personaggi.

Due note sull’autrice:

Nasce a Milano, madre per vocazione, psicologa per professione e scrittrice per passione.

 

Incubi e sogni che giocano a fare l'amore di RAB – Robin edizioni – 116 pg

Un libro che ho ricevuto direttamente dalla casa editrice.

Inizialmente ho fatto fatica a capire quale fosse il nome dell’autore.

Sulla copertina molto simpatica, giallo sole con delle scritte quasi bambinesche, avevo scambiato il nome “Rab” per una parte del titolo, mentre è lo pseudonimo di Gabriele, 29 anni, al suo terzo libro.

Scoperte fatte cercandolo su Instagram dove ho trovato un ragazzo molto carino e scrivendogli ho scoperto essere anche molto gentile e simpatico. Non sono però riuscita a strappargli il significato di Rab, mi ha solo detto che è spiegato nel suo primo libro, molto astuta come risposta perché ora, incuriosita, dovrò leggerlo, ma lo farò con piacere.  

Il romanzo mi è piaciuto molto, ha uno stile divertente, leggero e un linguaggio molto giovane. Non smentisce e non conferma che sia autobiografico, da buon scrittore, ci lascia il dubbio.

Rab ci racconta delle sue vicende amorose, del come sia facile oggi trovare una compagnia sui social, mentre meno facile è riuscire a mantenerla e far crescere un sentimento, farlo resistere a tutto e tutti, soprattutto ai propri sogni.

E Rab ci parla proprio di sogni in questo suo libro, sogni che si trasformano in incubi e notti insonni.

Divertente la parte in cui coinvolge in modo educato Gesù nei suoi dialoghi interiori, mi ha ricordato un po’ il bellissimo film “Dio esiste e vive a Bruxelles”.

E’ un fiume in piena di pensieri, un flusso di coscienza continuo con delle immagini molto belle come “I baci la domenica mattina, quelli sulla fronte, quando tua madre ti svegliava.”

Un amore finito male e un’infinità di ricordi che pesano come macigni.

“I ricordi non dormono. Hanno fame dei miei sogni, mi mordono. Tengono accesa la luce nella notte.”

Immagini belle, commoventi, mi sono ritrovata a sottolineare moltissime frasi e anche questo fa di un libro un bel libro, scritto bene, che hai voglia di conservare nella memoria.

Poi un grande finale, dove ogni zia e zio innamorato dei propri nipoti, non può che commuoversi, una dedica dolcissima al suo piccolo nipotino che ha il dono, come tutti i bambini, di fargli tornare il sorriso anche nei momenti più bui. Da zia innamorata quale sono non ho potuto che essere d’accordo con ogni affermazione.

Vorrei fare per una volta anche i complimenti alla casa editrice, di cui spesso mi capita di recensire qualche libro e  mi ha fatto conoscere autori giovani davvero molto interessanti, si percepisce la cura e la passione con cui li seguono nel loro percorso.

Complimenti quindi a Rab e a Robin Edizioni.

 

LE FAVOLE DELLA BUONA NOTTE di Alessia Piemonte

Dopo Perle di Thriller ritrovo la mia amica Alessia, ormai la considero tale, visti i messaggi e le confidenze fino a tarda sera e la collaborazione per il prossimo podcast di un libro sogna (di cui non vi svelo nulla…per ora.)

Dicevo, ritrovo Alessia in splendida forma letteraria. Una copertina che finalmente da risalto alle sue parole, una bellissima immagine di una bambina controluce con in mano un orsetto, un immagine dolce che va molto d’accordo con un titolo altrettanto accattivante: LE FAVOLE DELLA BUONA NOTTE.

Quando mi ha inviato il testo ricordo di averci scherzato su dicendole che, conoscendola, immaginavo che buona notte fosse… e infatti. 

Anche se è passato pochissimo tempo dall’ultima raccolta di racconti ho trovato un Alessia molto più matura, un libro scritto con precisione, senza sbavature, anche le storie mi sono piaciute ancora di più.

Il libro è molto piccolo, per ora si può trovare solo in e-book e racchiude cinque racconti.

Il primo racconto si intitola IL LUPO MANNARO, siamo a Napoli, un bambino scompare nel nulla e i più anziani iniziano a temere sia tornato il lupo mannaro. La storia passa di bocca in bocca e un gruppo di giovani ragazzi è convinto anche di averlo visto. Un’atmosfera cupa, di mistero, di urla nella notte che gelano il sangue ma di cui non posso dirvi altro.

Il secondo racconto è LECH, ossia la strega golosa, chiamata così perché amava cibarsi delle carni e del sangue delle sue vittime per mantenere inalterata la sua bellezza.

Le sue prede preferite erano gli uomini di ogni età che vedendo questa bellissima donna si lasciavano abbindolare facilmente facendo poi una brutta fine. Questa strega si impossesserà anche della brutta Alfreda e, promettendole un corpo e un viso bellissimo, le farà fare le più turpi cose, ma come in ogni favola che si rispetti, non deve infrangere la promessa di non specchiarsi mai, per nessun motivo.

Alfreda diventa così Feralda e si trasferisce in una nuova città dove nessuno la conosce, inizia così a mietere le sue vittime e a terrorizzare il paese. Una storia con il profumo di leggenda. Un richiamo a vecchie streghe e sortilegi.

Il terzo racconto si intitola UN’ESTATE DA BRIVIDI e i protagonisti sono tre giovani amici, Giuseppe, Mattia e Carlo che decidono di fare una prova di coraggio per sfatare la leggenda paesana dove si dice che di notte le mummie resuscitano ed escono dalle cripte e dal Museo detto appunto delle mummie. Si intrufolarono quindi di notte ma qualcosa inizia ad andare storto…

Un racconto di vera suspense che vi terrà incollati alle pagine fino al finale inaspettato, che non posso ovviamente dirvi.

Il quarto è ALLUCINAZIONI? Un uomo si sveglia di notte e si ritrova ai piedi del letto un piccolo gnomo di nome Carnil.

Carnil dice di essere lì per servirlo e inizia a rammentargli la sua infanzia, a quando i genitori lo hanno abbandonato e lo hanno lasciato a vivere con la zia. Più lo gnomo parla e più la rabbia e il risentimento del giovane uomo si fanno più forti, finchè una luce abbagliante si fa presente nella stanza ed appare un bellissimo angelo che lo mette in guardia. Quello non è lo gnomo Carnil ma è il cattivissimo Meleficiant che vuole solo ucciderlo e divorare il suo cadavere.

Le due entità inizieranno una lotta senza pari, ma chi avrà la meglio?

L’ultimo è LA LEGGENDA DEL CUSTODE ed è forse il più inquietante perché rappresenta un po’ l’incubo di molti, l’essere sepolti vivi.

Tre amici entrano di notte in un cimitero, i soliti atti di eroismo, le risate, le prove di coraggio, gli scherzi. Ma non hanno fatto i conti con il custode pazzo del cimitero… una sequenza di atti folli e insensati si succederanno in questa notte da brividi.

Folletti, leggende, mostri, lupi mannari, Alessia non ci fa mancare nulla nemmeno questa volta e di nuovo ci fa vivere brevi ma intense storie con la sua bella e galoppante fantasia e il suo stile fresco e pieno di dettagli. Ancora brava Alessia!

 

PERLE DI THRILLER di Alessia Piemonte (80 pg – Maratta Edizioni)

Ho iniziato questo libro un po’ prevenuta, lo ammetto.

Una prevenzione dovuta alla copertina.

Come spesso vi ho scritto, mi piace a volte scegliere libri a caso senza conoscerli e farmi attrarre anche solo dalla copertina.

La copertina di questo libro, l’ho detto anche all’autrice, non rende giustizia al romanzo. Una mano che ha tra le dita una collana di perle e del sangue che cade dall’alto.

Forse un po’ troppo pulp? Un po’ scontata?

Per il prossimo libro proporrei una fotografia della stessa autrice, visto che ho scoperto esserlo di professione.

Iniziando il libro però mi sono ricreduta.

Suddiviso in sei brevi racconti, il filo conduttore è sempre un tema di attualità che crea un interesse ancora maggiore alla storia.

Il primo racconto è IL MIETITORE DI ANIME e ci riporta alla mente un fatto di cronaca di non molto tempo fa, quando attraverso un gioco on line una setta spingeva dei giovanissimi ragazzi al suicidio.

Il colpevole viene in realtà scoperto subito ma, credo che l’intento di Alessia sia creare delle atmosfere, non le importa tanto svelarti chi è il criminale, quanto descriverti delle sensazioni, farti provare delle emozioni.

Ammetto che, con il secondo racconto intitolato LA MUMMIA (il mio preferito) la notte ho avuto qualche incubo.

Ho trovato molto bello il modo in cui descrive la psicologa, il ragazzino terrorizzato per la vicenda appena vissuta ma, allo stesso tempo eccitato dal bellissimo corpo della dottoressa e la madre del ragazzino gelosa di queste sue prime pulsioni. Tutto molto reale.

Alessia ha un grande pregio, sa descrivere molto bene le situazioni, le emozioni, le paure.

Questo è il suo primo romanzo e sicuramente, non avendo avuto forse un grande lavoro di editing e di cura per il suo testo prima della stampa, ha delle incertezze come è umano che sia, ma credo sia una ragazza da tenere d’occhio e che possa crescere molto.

Negli altri brevi racconti affronta, come dicevo, molti temi di attualità e critiche sociali, nemmeno tanto velate, come ad esempio al clero e al suo potere ne LA SETTA.

Parla anche di amori impossibili, difficili, crudeli in AMORE SBAGLIATO, SANGUE DI PRISCILLA e OMICIDIO A NATALE.

Ma non voglio svelarvi troppo, i libri di thriller non si possono raccontare, vanno letti e assaporati in tutte le loro sfumature di sensazioni e atmosfere.

In bocca al lupo quindi ad Alessia e come sempre … W il lupo!

Due note sull’autrice:

Alessia Piemonte. Classe 1990, nata il 4 giugno a Ravenna, residente a Trapani, di padre napoletano, Napoli, e madre siciliana, Isola di Favignana/Palermo. Fotografa, ex ballerina di ‘Hip Hop’, amante del teatro e delle sue sfaccettature, aspirante scrittrice giallista, si cimenta anche nelle poesie in vernacolo e introspettive, e nei racconti dal genere horror/thriller.

UNA VALIGIA TRA SOGNI, PAURE E DESTINO di Valentina Marchetti

Edito da Letteratura Alternativa (166 pg)

Scritto sotto forma di diario, devo dire che inizialmente non mi ha trovato favorevole a questo tipo di scrittura. Non amo questa formula, amo di più i romanzi con tante descrizioni, dialoghi e tanta fantasia.

Però più andavo avanti e più mi affezionavo alla protagonista e alla fine credo che la formula vincente sia stato proprio la scelta del modo di raccontare questa storia.

La protagonista ci narra la sua vita, una vita piena tra gli affetti della famiglia, qualche storiella d’amore fino ad arrivare all’amore con la A maiuscola, il lavoro, lo studio… una vita che appare  come tante ma scritta con il cuore. Belle anche le pagini finali che l’autrice lascia a pensieri sparsi sul covid, la pandemia, il lockdown.

Non sappiamo se sia la sua storia o meno ma comunque mi ha fatto molto piacere leggerla.

Una nota dolente purtroppo però, sono delle piccole imperfezioni nel testo, ma di questo colpevolizzo la casa editrice che non dovrebbe avere certe sviste.

Un’altra cosa che eviterei nel prossimo romanzo sono le citazioni di intere canzoni, basta un pezzettino, non copierei tutta la canzone perché la musica riportata così può annoiare, anche se si tratta di canzoni bellissime che mi ricordano l’adolescenza come “la forza della vita” di Paolo Vallesi.

Due note sull’autrice:

Valentina Marchetti nasce a Terni il 26 agosto del 1991. Dopo essersi diplomata negli studi classici, si è laureata in scienze politiche nel 2015. La passione per la scrittura l'ha accompagnata fin dalla giovane età ed è una delle poche cose, a suo dire, che l'ha sempre fatta sentire in sintonia con il mondo. L'esigenza di ascoltare e imparare dagli altri soddisfa la sua sete di conoscenza e raccontare storie la aiuta ad esprimere le sfumature più profonde della sua personalità, con l'intento costante di mettere in luce diverse prospettive e senso critico di ogni situazione. Dopo aver sperimentato vari lavori in diversi settori, si è riavvicinata alla scrittura in un momento particolare della sua vita ed è così che è nato questo libro.

 

Gli Ansiosi si Addormentano Contando le Apocalissi Zombie di ALEC BOGDANOVIC

Altra collaborazione e altro colpo di fulmine.

A novembre Alec mi ha contattato per farmi leggere il suo libro dicendomi “Ti avverto che ha un umorismo un po' spinto, quindi vacci preparata.” La cosa mi ha fatto molto ridere e incuriosita.

Con un ritardo mostruoso ho letto il suo romanzo solo ora, e di questo mi scuso terribilmente con l’autore. A mia discolpa posso solo dire che, per mia gioia gli autori che chiedono il mio parere sono sempre di più e quindi si accumulano, e inoltre io mi ostino a leggere quattro libri contemporaneamente ma mai dello stesso genere (un romanzo, un nuovo autore, un saggio, un libro di racconti) quindi sono lentissima. Perdonata? Spero di si.

Ma torniamo ad Alec. La copertina non gli da giustizia, non è ben rappresentativa di tutto il mondo che troverete in questo libro, avrei preferito più la foto che troverete sul suo sito personale www.alecbogdanovic.com dove lui è coperto da una maschera antigas.

E’ un libro folle, un libro che non è per tutti perché, ha ragione l’autore, usa parole forti, non è sempre politically correct ma arriva al punto, arriva al cuore. Mi ha fatto ridere, mi ha fatto pensare, e cosa si può chiedere di più ad un libro?

Scritto in prima persona, tanto che temevo fosse la sua vera storia e non avevo il coraggio di chiederglielo, il protagonista affronta una sciagura dopo l’altra, è un ragazzo introverso, pochi amici e crescendo nemmeno più quelli, molti problemi con le ragazze ma soprattutto molto, molto ansioso. Voi allora mi chiederete, “E cosa c’è da ridere?”. Non lo so, il modo come lo racconta, probabilmente, sempre leggero, mai drammatico. Mi ha ricordato l’umorismo di David Sedaris.

Se non lo conoscete vi consiglio di leggere Me parlare bello un giorno oppure Mi raccomando tutti vestiti bene.

Quell’umorismo che non fa sconti, che si prende in giro e prende in giro senza peli sulla lingua. Come ho detto ad Alec, una sola cosa non gli perdono, di aver preso in giro la mia Michi Murgia che amo profondamente. Per il resto vorrei dire che è nata una stella, ma non sono così autorevole, però credo di avere un certo istinto e non avrà difficoltà il ragazzo a farsi notare. Metterei però una piccola nota sulla copertina, come le medicine “Questo libro non è per tutti, maneggiare con cautela”.

Scritto in modo impeccabile, leggendo la sua bio ho capito il perché.

E’ un editor.

Grazie Alec per avermi fatto dono delle tue parole e … attendo il prossimo!

Due note sull’autore:

Alec Bogdanovic è uno scrittore italiano. Nato a Sofia nel 1992, all’età di 6 anni si trasferisce a Roma con i suoi genitori adottivi. Dopo aver lavorato nell’editoria come traduttore ed editor, debutta nel 2020 col suo romanzo d’esordio Gli Ansiosi si Addormentano Contando le Apocalissi Zombie per la Rogas Edizioni.

VI DICHIARO MARITO E MORTE di Simone Consorti (132 pg – Ensemble edizioni).

Apriamo il 2021 con un altro nuovo autore, Simone Consorti edito da Ensemble. Un piccolo libro di dieci racconti.

Il primo PORTARE IL CUORE DI UN SANTO tocca il tema del trapianto di organi, il cuore di Don Giusto, dichiarato santo alla sua morte, viene donato ma ogni volta che il donatore lo riceve invece che diventare più buono, con un cuore di tale valore, diventa invece più malvagio.

Interessante la “velata” critica anche alla politica, infatti ogni volta che il cuore ha una nuova sede, un ministro impone delle regole ben precise al “fortunato ricevitore” per mettersi in bella mostra, addirittura paga tremila euro al mese per farsi scrivere un post al giorno in suo favore. Belli gli slogan “Facciamo ogni giorno un miracolo” “Il nostro cuore batte insieme”. Questo cuore santo ogni volta trasforma chi lo riceve in una persona malvagia che ha solo voglia di fare male agli altri.

Sottile la linea tra malvagità e santità.

Il secondo racconto è il mio preferito: LEI E’ IL PAPA’ DI FEDERICA?

Una ragazza, Federica, che muore troppo giovane, adolescente.

A raccontarci la sua storia è il suo migliore amico a cui viene affidato anche il compito di piantare un albero nel giardino della scuola in sua memoria. Ma il dolore per questa perdita è troppo grande, sia per il papà di Federica, che diventa come un fantasma, che per l’amico che addirittura si immedesima nell’albero e un giorno non riesce più a camminare. Ma il ragazzo e il papà si ritroveranno dopo anni e il ragazzo capirà che la vita del padre di Federica è andata avanti nonostante tutto. Un racconto toccante, delicato, visto dal punto di vista di uno sguardo ingenuo e sensibile.

Il terzo racconto è IL PRESCELTO e torniamo al tema religioso. Qui a parlare è il capo di una setta religiosa che ha deciso per un suicidio di massa, sono le ultime ore di vita di tutti ma lui è convinto di salvarsi perché è appunto il prescelto. Ha dato a tutti una pasticca letale ma ne ha conservate 3 che invece non uccideranno chi la prenderà, gioca un po’ alla roulette russa con la vita dei suoi seguaci. Un ritmo incalzante che ci tiene in sospeso fino alla fine.

Il quarto racconto è SHOOTING e qui invece troviamo un’intrigante storia di sesso, una giovanissima ragazza che finge di farsi adescare dal bel fotografo che le sta facendo un servizio fotografico e che poi si scoprirà, non essere poi così tanto sprovveduta. Interessante il passaggio da un genere ad un altro. L’autore è padrone del suo mezzo e sa districarsi tra diversi generi letterari.

In TUTTO TRANNE FASCISTA si parla di un ragazzo ucciso e di suo fratello che cerca vendetta soprattutto quando tappezza la città di manifesti e scopre che qualcuno li strappa, questo aumenta ancora di più in lui la rabbia. Ragazzi allo sbando, ragazzi di periferia che nella noia cercano passatempi pericolosi.

LA PALLOTTOLA D’ARGENTO affronta un tema molto attuale, genitori separati, un padre che non accetta il nuovo compagno, poi trova dei lividi sul corpo del figlio ed iniziano le accuse, le guerre legali e chi ci rimette sono sempre e solo i bambini. Un racconto intenso e commovente che fa riflettere.

NOZZE DI PLASTICA è un altro racconto molto intenso. Le voci che si alternano sono due, Lei e Lui, sposati, Lui appena tornato dalla guerra con il volto sfigurato da una granata. Lei fa fatica ad accettare questa nuova persona che si trova accanto, cambiata non solo nel volto ma anche nell’animo. Lui non accetta invece la bellezza di lei, fino al punto da desiderare che diventi come lui. Anche qui temi intensi, il dolore di una menomazione, la difficoltà di accettarsi e accettare il diverso.

IL TUO MODO DI DIRLO AL MONDO racconta di una figlia fisioterapista che si trova ad accudire il padre infermo.

AL MIO PAESE LE DONNE NON PARLANO affronta il tema della droga, di un viaggio di amici che si ritrovano in un brutto guaio.

L’ultimo racconto, I PAPA’ DI ANNA, è un altro racconto molto dolce. Anna è una ragazzina che non ha il papà, non sa che fine abbia fatto, sua mamma è da tanto che non lo nomina più. Un giorno anche sua mamma scompare e Anna si ritroverà sola a cercare con l’amico Simone non solo la mamma scomparsa ma anche suo padre. Un piccolo viaggio con un finale malinconico.

Ho trovato questi racconti molto veri, infatti l’autore mi ha confermato che, a parte il primo che è di pura fantasia, gli altri sono tutti ispirati a fatti di cronaca o storie realmente accadute. Si sente, infatti, che sono temi tutti molto attuali che l’autore riprende con tatto e delicatezza entrando in ogni personaggio con uno stile asciutto, semplice ma che arriva al cuore.

Ho chiesto a Simone di raccontarmi qualcosa di lui e mi ha scritto:

“L'altra mia grande passione, oltre alla scrittura e alla psicoanalisi, è la fotografia in bianco e nero. Mi definirei un tipo solitario. Insegno da più di vent'anni e ho un ottimo rapporto coi colleghi e soprattutto i ragazzi, ma, fuori dalla scuola, le giornate vanno soprattutto in lunghe passeggiate sul mare, dove abito, scrittura e lettura. Fonte di ispirazione, in particolar modo per la poesia, sono la musica e, appunto, il camminare. Ho diversi progetti in cantiere, tra cui traduzioni dei miei libri in altre lingue e riduzioni teatrali dei miei racconti.”

E allora buon lavoro Simone!

GOCCE DI PAROLE di Gero Marino (430 pg)

Gero Marino è un altro giovane autore che ha deciso di auto pubblicarsi.

In questo libro ci presenta una raccolta di ben 37 racconti di varia natura, dall’horror, al romantico, al noir, alla fantascienza.

Prima di addentrarmi nel libro però qualche suggerimento del tutto soggettivo.

Ripubblicherei i racconti più belli cercando di ampliarli, alcuni sono davvero molto interessanti, con spunti fantasiosi ma, alcuni sembrano conclusi di fretta.

Parlando con l’autore mi ha spiegato che aveva quasi l’urgenza a pubblicarli tutti insieme, pensando poi in futuro di prenderne alcuni e trasformarli in romanzi.

La trovo un’ottima idea perché le idee ci sono e anche lo stile, ma non deve farsi prendere dalla fretta della chiusura.

Anche la copertina non mi è piaciuta molto, poteva richiamare magari uno dei suoi racconti, come ad esempio quello della macchina da scrivere.

La donna sotto l’ombrello con le gocce finte l’ho trovato un po’ banale e anche il titolo non lo trovo appropriato, più che gocce di parole, visto la mole del libro, sono più fiumi di parole.

Ma entriamo nel vivo dei racconti, che è la cosa che ci interessa di più.

Come dicevo sono trentasette, non tutti interessanti allo stesso modo ma quello dipende anche dai vostri gusti letterari, io ad esempio non amo le storie fantascientifiche, eppure qualcuna merita comunque di attenzione. Diciamo che l’autore qui ha voluto accontentare un po’ tutti i gusti.

Tra mi mie preferiti c’è sicuramente il primo, L’UOMO SENZA NOME dove un uomo che sta per partire e cambiare vita incontra alla stazione una vecchia fiamma e scatta la vecchia passione. Di questo testo sarebbe bello riprendere la narrazione ed estrapolare un romanzo perché i personaggi sono davvero intensi, le loro emozioni nel rivedersi così per caso sono molto vere. Sarebbe bello sapere qualcosa di più e vedere chi erano prima di incontrarsi e cosa succederà poi.

Il secondo racconto L’ULTIMO UOMO NATO IN SICILIA è l’unico racconto che Gero Marino, siciliano di nascita, ambienta qui. Gli altri sono tutti ambientati in terre lontane, in America, in Australia e persino in altri mondi. Alla mia domanda sul come mai, la risposta di Gero è stata molto bella, mi ha risposto: “Cambiare luoghi fa bene alla scrittura… io devo poter spaziare, anche su altri pianeti se è necessario”. Beh, mi è piaciuta molto questa logica e, in un momento di stasi come questo, è stato bello viaggiare insieme a lui.

Nel racconto LO STRANO CASO DI MADELINE TAYLOR vi verranno i brividi.

Un horror a tutti gli effetti, dove l’autore crea una vera atmosfera da incubo.

Dopo una notte di sesso in un cimitero, Madeline darà alla luce la piccola Viola, ma ci saranno dei risvolti inquietanti e inaspettati.

SONNO è uno dei miei racconti preferiti, seguiamo lo stanco e vecchio narratore fino ad un finale inaspettato. Non si può raccontare di più ma vale la pena viverselo tutto d’un fiato.

L’INCIDENTE è il toccante racconto di un uomo che perde sua moglie in un incidente stradale e ripercorre tutte le tappe prima di quell’attimo fatale, cosa avrebbe potuto fare o cosa avrebbe voluto fare. Toccante il finale.

E’ commovente come ci fa rivivere le emozioni di quest’uomo devastato dal dolore e sarebbe bello anche di questo saperne di più. Trasformarlo in romanzo o in un racconto più ampio, introducendo anche la voce della moglie, cosa pensava poco prima di morire.

LA MACCHINA PER SCRIVERE potrebbe tranquillamente diventare un film o una mini serie tv, tanto di moda oggi. Anni 50’, a uno scrittore un po’ in crisi viene regalata una vecchia macchina da scrivere che si rivelerà maledetta. Tutti i romanzi che l’uomo scrive, oltre ad avere un enorme successo, puntualmente si avverano. Può sembrare una fortuna, ma pensateci… non è sempre così.

Anche ne IL FOTOGRAFO c’è un risvolto un po’ erotico e un po’ fantasy e Gero sa combinare perfettamente entrambi. Un fotografo mentre sta facendo un casting viene completamente ammaliato e sedotto da una giovane e bellissima donna sconosciuta che però riserva delle sorprese.

IL CRONOVETTORE è un altro dei miei preferiti e su cui vorrei leggere un intero romanzo o vedere il film. Una dolcissima storia d’amore tra un uomo che viaggia nel tempo e una giovane donna. Il giovane uomo si innamora della giovane donna pur non conoscendola, e farebbe di tutto per proteggerla, anche continuare a tornare nel passato per cambiare gli eventi. Ci riuscirà?

E’ una storia, seppur così surreale, molto commovente.

CHI VA E CHI RESTA siamo alle prese con una donna psicopatica che ad una festa adescherà un vecchio amico. La serata passerà piacevolmente ma il giorno dopo lui scoprirà la vera identità della vecchia conoscente e non saranno esattamente rose e fiori.

RAZZISMO 3.0 ci narra di criogenesi, cosa succederebbe se decideste di farvi congelare ma, al vostro risveglio nel 3029, non ci fosse più nessuno ad abitare la terra o meglio, nessuno di umano… ?

LE VIE DEL MARE SONO INFINITE è un racconto delicatissimo, che scalda il cuore e da speranza. Una giovane coppia dopo un aborto, di cui lei non si dà pace, decide di fare un lungo viaggio per mare per superare questo dolore, e proprio il mare farà loro un dono inaspettato. Anche su questo, Gero ti prego, ROMANZO!

VECCHIA BASTARDA fa ridere perché racconta di una vecchia auto un po’ maledetta… un po’ tanto.

UN TRAGICO ERRORE è un altro bellissimo racconto di un uomo che lascia la sua donna e la sua terra, l’Australia, per scoprire nuovi mondi. Attratto in particolare da Londra la scoprirà una terrà non così ospitale e cercherà di tornare ai suoi vecchi amori. Anche questo è un fantasy ma molto originale. L’unica pecca è che, secondo me è stato concluso un po’ frettolosamente, si poteva chiudere con più precisione e con più particolari.

DUE GOCCE D’ACQUA per chi conosce dei gemelli è inquietante. Ma la storia è descritta molto bene, un classico noir con un bel colpo di scena finale.

UN TRANQUILLO SOGGIORNO DI PAURA è un racconto alla Shining, una giovane coppia finisce nell’hotel sbagliato. Anche questo intenso, emozionante e da brividi.

Ho fatto una brevissima carrellata perché non si riesce a citarli tutti però lo stile di Gero mi è piaciuto, è uno stile fresco a cui piace sperimentare e mescolare diversi generi ed è una cosa che ho apprezzato moltissimo.

Due note sull’autore:

Gero Marino ha quarant’anni, vive a Porto Empedocle, la patria di Camilleri. La scelta di auto pubblicarsi nasce da questioni di tempistiche e di sfruttamento immediato dell'ispirazione, così ci racconta nella nostra chiacchierata. La sua prima pagina social è nata su Facebook come fabbrica dei racconti

“Avevo tante idee e scrivevo di getto ogni storia che mi è passata per la mente” mi dice.

Non posso quindi che fare i miei complimenti a Gero per le idee, la fantasia e lo stile e … tenerlo d’occhio in futuro.

IO SONO UNA FAMIGLIA – IL GABBIANO di Liz Chester Brown (240 pg)

Questo libro mi ha rapito da subito, Arianna ci racconta la sua storia, la storia della sua famiglia, una vita complicata, infatti la conosciamo mentre sta uscendo dallo studio del suo psicanalista che le ha appena chiesto come si sente e le hai risposto: “Come un pomodoro svuotato”.

Poi torniamo indietro nel tempo a prima che lei nascesse, alla nascita dei suoi genitori e al loro primo incontro.

Francesco, suo padre, un uomo buono, solare e sempre allegro cresciuto in una famiglia felice dove l’amore non manca.

Ada, sua madre, invece è schiva, sembra timida, riservata. Cresciuta in una famiglia con un padre autoritario dove l’unica cosa che conta sono i soldi.

Francesco si ritrova in un matrimonio che lo legherà per sempre ad una donna con dei fortissimi problemi mentali che si ripercuoteranno su tutti i loro figli, ma non avrà mai la forza e il coraggio di slegarsi da lei.

Ada inizia a dare già i primi segni di follia con la prima figlia femmina, quasi la rifiuta perché avrebbe voluto un maschio, poi il tutto precipita con l'arrivo della secondogenita Arianna. La rifiuta, non vorrà nemmeno allattarla e la bambina crescerà solo con il grandissimo amore paterno che sarà la sua salvezza e con la famiglia di lui, mentre dalla madre non avrà mai un briciolo di amore e di attenzione.

Ada è un personaggio da pelle d’oca, descritto con una minuzia tale che non ho potuto fare a meno di chiedere all’autrice se si fosse ispirata ad una storia vera. Non so spiegarvi il mio stupore e commozione quando ho scoperto che si, la storia era vera ed era la sua.

Stavo parlando proprio con Arianna.

Leggendo queste pagine capirete cosa ho provato. Arianna vorresti solo stringerla forte e dirle “Coraggio, nonostante questa infanzia difficile, sei diventata una donna meravigliosa e almeno tuo padre è stato un esempio d’amore grandissimo”.

Ci vuole coraggio a raccontarsi, lo dico sempre, non è facile mettere nero su bianco il proprio vissuto, le proprie emozioni e il proprio dolore e chi ce la fa è da apprezzare ancora di più.

Lo stile è semplice, fluido, pulito, emotivo.

Mi ha fatto anche riflettere su un tema purtroppo sempre attuale. Proprio in questi giorni c’è stata la giornata mondiale contro la violenza sulla donna, una giornata che bisognerebbe estendere e far diventare anche contro la violenza domestica (più in generale) perché, come è vero che purtroppo moltissime donne ancora oggi subiscono la violenza maschile è altrettanto vero che ci sono anche degli uomini che subiscono una violenza psicologica da parte di alcune donne.

Non è assolutamente un paragone quello che sto facendo ma una constatazione dell’esistenza anche di un altro tipo di violenza domestica, quella psicologica sia al femminile che al maschile.

Come sappiamo non sempre è facile fuggire e cambiare vita, non tutti ci riescono, Francesco, per il bene dei suoi figli forse o per debolezza, non ci è riuscito.

Questo libro è stato autoprodotto e Liz ne ha curato anche la distribuzione nelle librerie. Le auguro quindi un grande successo perché è quello che merita.

Una frase bella del libro:

“Quando incontri una persona e il suo – agire - è in perfetta armonia con il tuo – agire - ecco che senti una vibrazione interna: sono loro! Le tue – corde - interne che stanno muovendo perché toccate da un suono in sintonia con i tuoi suoni. Perché hai incontrato una persona in – simpatia – con te, cioè simile a te.”

IL LUPO di Nazareth Simoncelli (144 pg) corponove editrice

Il libro di Nazareth Simoncelli è fresco fresco di stampa, infatti è uscito a luglio 2020.

Mi ha fatto molto piacere collaborare con lui e leggere il suo libro, ho avuto modo di farci due chiacchiere tramite qualche messaggio e si è dimostrato oltre che molto disponibile anche una persona davvero simpatica e interessante.

Mi ha raccontato di aver tratto ispirazione da un fatto di cronaca raccontato da un amico, un evento accaduto in Valseriana tra la fine del 1700 e i primi del 1800 ma nessun documento ritrovato, venti parole e la fantasia di Nazareth ha fatto il resto. 

Siamo alle fine del 1800 nel piccolo comune di Ardesio, in provincia di Bergamo. Una piccola comunità prevalentemente di pastori viene sconvolta dal ritrovamento di due cadaveri, due bambine che si trovavano sugli alpeggi a pascolare le pecore dei genitori.

Le due creature vengono trovate sgozzate e si pensa immediatamente ai lupi. Inizia una caccia feroce a questi animali ma per Tone, un giovane ragazzo che conosce molto bene questi animali, qualcosa non quadra.

Sa che i lupi non attaccano senza motivo e anche le ferite non corrisponderebbero ai morsi.

La piccola comunità non riesce ad accettare che un mostro si nasconda tra loro ma si dovranno ricredere quando ci saranno altre bambine uccise o scomparse.

Insomma un noir che vi terrà incollati al libro fino alla fine, ci vedrei bene anche un film.

L’eterna lotta tra il bene e il male, lupo e agnello sacrificale.

Mi è piaciuta la tensione che è riuscito a creare Nazareth e soprattutto i personaggi. Il buon Tone e la sua compagna dolcissima Gloria che dimostrare fino alla fine il suo grande amore per lui, senza mai un cedimento o un dubbio.

L’amore e la verità trionferanno?

Dovete leggerlo per scoprirlo.

Io ve lo consiglio se siete amanti del genere.

Una frase bella del libro:

“Le pecore passano tutta la vita con la paura del lupo, ma alla fine chi le mangia è il pastore.”

Due note sull’autore:

Nazareth Simoncelli 58 anni vive a Valbondione in provincia di Bergamo. Dopo trent’anni di lavoro nel mondo del piccolo elettrodomestico con società italiane e multinazionali ora può finalmente dedicarsi alla sua vera passione, la scrittura e cinque anni fa, pubblica il suo primo libro, “Aeternum” un romanzo storico che lo impegna per tre anni. Quest’anno invece è uscito il suo primo noir “Il lupo” e ha già in mente i prossimi progetti. Mai come questa volta mi sento di dire all’autore … IN BOCCA AL LUPO! E VIVA IL LUPO!

LA MALA ETERNITA’ di Daniela Frascati – 350 pg - Edizione Ensemble

Il romanzo ha un inizio molto bello e commovente dove conosciamo il protagonista, Angelo Moral (già il nome ci fa capire da che parte sta nell’eterna lotta tra bene e male) durante il funerale della sua amatissima mamma Rosa che, prima di morire, gli confessa che suo padre in realtà non è morto quando lui era piccolo ma semplicemente li ha abbandonati. Ora tocca a lui decidere se andarlo a cercare per conoscerlo.

Da questo momento il libro diventa un po’ confusionario, iniziano ad apparire moltissimi personaggi, ci sono sbalzi temporali che rendono il tutto ancora più difficile da comprendere.

Livio Moral, il padre di Angelo, fa parte di una setta che finge di far resuscitare i defunti e si arricchisce in questo modo.

Superata questa prima metà un po’ ostica, il libro poi cambia decisamente aspetto e prende una bellissima forma.

Ci allontaniamo un po’ dai personaggi della setta e seguiamo il viaggio sfortunato di Angelo in cerca di suo padre. Viaggio che diventa anche molto introspettivo perché alla fine lui capirà davvero chi è e dopo una serie di eventi davvero nefasti, tornerà finalmente a casa con nuove e bellissime prospettive per il futuro.

Molto bello anche il finale che con la figura della madre che riappare, anche se solo come spirito, si ha la sensazione che il cerchio si sia davvero chiuso.

Angelo incontrerà molti personaggi sul suo cammino, uno più bello dell’altro, caratterizzati in modo ineccepibile.

Tra tutti i più belli sono sicuramente Aspasia, la regina del cibo che cucina ricette da far resuscitare i morti davvero, Ottorino il suo più grande amore. Leone il vecchio saggio con una grande morale, Fulgenzia la giovane con un passato traumatico, Ausilia la giovane e dolcissima guardiana del cimitero con una strana acconciatura sulla testa che diventerà grande amica della tenerissima Natuzza, amica degli angeli, di un’ingenuità commovente che lavora in un hotel.  

Alla fine tutto troverà una sua ragione e verrà risistemato un ordine universale.

Se vi piacciono le atmosfere con un po’ di magia questo è il libro che fa per voi.

Due parole sull’autrice: Daniela Frascati

Toscana di nascita, vive a Roma. È impegnata da anni nelle politiche della differenza di genere e nel sociale, anche come organizzatrice di eventi culturali. Collabora con vari giornali territoriali e ha ideato e condotto per Radio Città Futura una trasmissione dal titolo “Il Pane e le Rose”. Tra il 2005 e il 2012 ha pubblicato alcuni racconti in diverse antologie, accanto a nomi di calibro tra cui Camilleri, Carlotto, De Luca, Macchiavelli, Guccini, Morozzi, Marcialis. Pubblica i romanzi Nuda vita nel 2011 e La passeggera nel 2015.

Una frase bella del libro:

“Il dolore non chiede vendetta né giustizia, ma reclama un tempo ragionevole per essere accompagnato fuori dalla porta dell’anima”.

 

FINESTRA VISTA MARE di Ariel Fonseca Rivero (78pg)

Mi ha fatto molto piacere leggere questo libro e soprattutto conoscere questo giovane autore che per la prima volta, grazie alla casa editrice Ensemble, pubblica in Italia.

Sette storie, sette brevi racconti, sette vite che l’autore ci fa spiare dalla finestra. Entriamo in sette case diverse, protagoniste quasi tutte donne, donne cubane, donne combattenti, donne che hanno sofferto e soffrono ma che non vogliono rinunciare alla propria felicità, per nulla al mondo.

Poche pagine, anche questo è un pregio, dove Rivero condensa dolori, speranze, sofferenze, povertà, pregiudizi, solitudine, amore.

Mi sono piaciute tutte le storie perché ognuna aveva un messaggio diverso e intenso ma quella che più mi è rimasta nel cuore è la prima dove il protagonista in realtà è un uomo, o forse una coppia.

Una coppia che non sa come dare da mangiare alla sua piccola, una coppia che si ama follemente e tutte le notti fa l’amore ma poi non dormono pensando a come sopravvivere. Finché, un giorno, il padre arriva a prostituirsi, la moglie lo capisce ma non lo accusa anzi, lo ama ancora di più.

Ho trovato questo racconto lacerante e intenso. Di una bellezza rara.

Mi piace la sua scrittura rapida, veloce, scorrevole, semplice, che arriva dritto al cuore senza troppi giri di parole.

Alla fine del libro troviamo anche una bellissima e interessante intervista all’autore che ci spiega che ha voluto raccontare proprio la vita dell’isola di Cuba, le fatiche della vita quotidiana. Un elemento ricorrente sono proprio le diverse manifestazioni di violenza perché il cubano, dice l’autore, è battagliero per natura ma c’è anche un messaggio positivo in tutte queste battaglie, ed è quello di essere vivi, non fermarsi mai, lottare per raggiungere ciò che vogliamo.

Io ve lo consiglio!

Due note sull’autore:

È nato a Sancti Spíritus (Cuba) nel 1986. Narratore e poeta, laureato in Informatica, si è specializzato presso il centro di formazione letteraria Onelio Jorge Cardoso ed è membro della Associazione Hermanos Saíz. Finestra vista mare ha ricevuto il premio Sancti Spíritus Jayad Jamís nel 2016, ed è il suo primo libro pubblicato in Italia.

 

RITORNO A VILLA BLU (di Gianni Verdoliva – 184 pg)

Tre fratelli si ritrovano nella villa del nonno, soprannominata Villa Blu, per il suo funerale. Nonno Ascanio lascia loro in eredità proprio la villa e molti misteri da svelare.

L’autore ci fa tornare indietro nel tempo, ci fa vivere magie antiche e antichi rituali che tornano poi prepotentemente nel presente e che solo l’amore potrà sconfiggere. Protagonisti indiscussi del romanzo sono l’eterna lotta tra bene e male, l’invidia di una donna, incantesimi e sortilegi. Insomma un’atmosfera davvero incantata.

Proprio questa atmosfera e i personaggi sono ciò che più mi ha colpita di questo romanzo, sono descritti così bene da riuscire ad immaginarli perfettamente come, ad esempio, la bellissima Amabile, di cui riusciamo a sentire l’odore delle buonissime torte.

Amabile è un personaggio bellissimo, una donna forte, onesta, buona, generosa e anche lei un po’ strega.

Sua antagonista è Nerina, personaggio negativo ma altrettanto affascinante e ben delineato, mette davvero i brividi.

Il padre dei ragazzi è un personaggio senza molta spina dorsale ma ci intenerisce mentre la madre è, volutamente, la più antipatica, forse ancor più di Nerina che è pur sempre, la cattiva per antonomasia.

Senza spoilerare troppo, mi è piaciuto molto anche il finale, dove la conclusione di tutto avverrà grazie anche ad uno strumento musicale molto particolare, l’hangpan, la cui melodia spezzerà ogni incantesimo.

Andatelo a cercare, se non lo conoscete, perché è uno strumento molto interessante ed emette una musica celestiale.

Due parole sull’autore: Gianni Verdoliva vive e lavora a Torino. Giornalista pubblicista, è attualmente S.F.E.R.A. coach. Ritorno a Villa Blu, già finalista al premio Il Convivio 2018 come opera inedita, è il suo primo romanzo ma la sua seconda opera letteraria, dopo la raccolta di racconti Come anime scelte che si ritrovano, edito anch’esso dalla Robin edizioni.

Una frase bella del libro:

“Le risposte, a volte, non arrivano con le parole, ma con i gesti”.

LE CRONACHE DI ALASTER I – DRAGO di Leonardo Tomer (268 pg)

Leonardo mi ha contattato quest’estate per chiedermi se avessi voglia di leggere il suo romanzo appena uscito.

“Certo, mandami pure il pdf.”

E lui mi ha risposto: “Se non ti dispiace di solito preferisco inviare il cartaceo”. Ecco come si conquista una donna! Non con i fiori, non con i diamanti… ma con un libro in carta e ossa. A parte gli scherzi, mi ha fatto molto piacere ricevere il suo libro con tanto di bellissima dedica. Ma questo, giuro, che non ha influenzato ciò che sto per scrivere.

Faccio un’ultima premessa. Non sono mai stata un amante dei fantasy, questo l’ho confessato anche all’autore, però è riuscito ugualmente a rapirmi. Un punto in più a suo favore.

 

Ci troviamo in un mondo fantastico fatto di mezz’uomini, maghi, elfi, orchi e draghi.

Marcel è un piccolo uomo o meglio un mezz’uomo, con il desiderio di ritrovare il prezioso occhio del Drago di cui ha sempre sentito narrare da suo nonno. Lo accompagneranno, in questo difficile viaggio, Alaster il mercenario e la bellissima maga Myra.

Molti i passaggi dove Leonardo ci tiene con il fiato sospeso e in altri ci fa scendere qualche lacrimuccia di commozione.

Molto dettagliate le scene di combattimento e di descrizione delle armi. Belle anche le scene dove Alaster insegna a Marcel a combattere o almeno a difendersi, e si evince che dietro quelle descrizioni si cela un maestro di scherma perché si vede che parla di ciò che sa.

Lo stile è semplice e mi è piaciuto per questo, non vuole trovare paroloni difficili e artificiosi. E’ uno stile fluido, scorrevole e giovane come giovane è l’autore, di appena trentuno anni. Fiorentino di nascita questo è il suo primo romanzo e sicuramente non l’ultimo visto che è già prevista una trilogia di Alaster, il vero protagonista del romanzo.

Non credo di esagerare se dico che lo vedrei bene anche come sceneggiatura di un film.

In bocca al lupo allora a Leonardo Tomer e complimenti!

 

L’UOMO DEI PICCIONI di Salvatore Scalisi

Salvatore è stato uno dei primi autori a contattarmi su instagram per chiedermi di leggere uno dei suoi tantissimi libri.

Ora gli autori, per mia grande gioia diventano sempre più numerosi, quindi ho deciso di dedicare loro una sezione del mio Blog.

Due note sull’autore: è nato e vive a Catania. Dopo gli studi classici ha svolto lavori di ogni tipo, coltivando nel frattempo la sua passione per la scrittura. È autore di numerosi racconti brevi e lunghi, romanzi e sceneggiature cinematografiche.

Ma torniamo al nostro Uomo dei Piccioni.

Stefano sembra non avere altra ragione di vita che la scrittura e dopo averle tentate tutte, sentendo che tra le quattro mura domestiche sta perdendo la sua ispirazione, decide di prendersi una “vacanza” dalla famiglia e fare un’esperienza tra i senza tetto.

Parte senza dare spiegazioni né una meta, porta con sé solo pochi indumenti e il suo quaderno dove ha iniziato il suo romanzo.

Si rivelerà un’esperienza davvero profonda. Intesserà una bellissima amicizia con Carlo. Questa vita, così difficile, lo farà crescere molto e lo porterà a raggiungere il finale sperato… forse.

Finale con diversi colpi di scena.

Salvatore ha uno stile fluido e scorrevole, una scrittura semplice che con questo argomento entra nel cuore.

Se avete voglia di una lettura piena di buoni sentimenti, di introspezione, di ricerca di sé stessi, questo è libro che fa per voi.