15. feb, 2022

I SOGNI DI MIO PADRE di Barack Obama (1a ed. 1995 / Edito nel 2019 da Garzanti / 475 pg)

Voto: 3 stelle / su 5

Come sono arrivata a questa autobiografia io che non le amo e le rifuggo?

Facile, perché come dico spesso, libro porta libro.

Nel bellissimo romanzo “Americanah” di Chimamanda Ngozi Adichie (se non lo conoscete ve lo consiglio vivamente perché è stupendo, qui trovate anche la mia recensione https://www.unlibrosogna.it/434105365/6984664/posting/americanah-di-chimamanda-ngozi-adichie-494-pg-einaudi-editore )

l’autrice citava questo romanzo come uno dei suoi preferiti in assoluto e quindi, come fare a non leggerlo?

Devo dire che mi ha entusiasmato a metà, nel senso che ho trovato la prima parte, intitolata “Le origini” molto bella (anche se avendo già visto il film Berry ovviamente me lo ha ricordato molto). In questa prima parte Obama ci racconta della sua nascita, delle difficoltà dei suoi genitori nello stare insieme (il padre di colore e la madre bianca) anche i suoi nonni materni, seppur apertissimi di mentalità, ebbero delle difficoltà iniziali, ma non nell’accettare il genero, quanto nella consapevolezza di ciò che avrebbero dovuto affrontare la figlia prima e il nipote poi.

Pagine commoventi dove un giovanissimo Obama ricerca le sue origini e scava per capire perché ancora oggi ci sia, in alcune persone, un odio così profondo e radicato per il “diverso”.

La seconda e la terza parte poi, “Chicago” e “Kenya”, sono quelle della consapevolezza e del lavoro per affermare le proprie idee, i propri valori e le proprie convinzioni e, in “Kenya” in particolare è un tornare alla terra di origine paterna, quando questi viene a mancare e Barack sente di dover riempire dei tasselli del suo puzzle genetico.

Queste ultime due parti sono più descrittive, meno emotive della prima e forse per questo un po’ più noiose, ma è comunque un libro interessante, scritto bene e che vale la pena leggere.