8. feb, 2022

TORNARE A CASA di Dorte Hansen (Fazi editore – 1° ed. 2018 / 310 pg)

Voto: 2 stelle / su 5

Altra grande delusione. Inseguivo questo libro da un po’, attratta dal fatto che in Germania è stato un caso letterario con oltre 400.000 copie vendute e plauso unanime di pubblico e critica.

Ecco ho compreso che probabilmente non ho gli stessi gusti dei tedeschi.

Non so se qui in Italia abbia avuto lo stesso successo, l’ho trovato però ben in evidenza nelle librerie quindi suppongo sia stato pubblicizzato a dovere.

Non voglio cadere negli stereotipi dei tedeschi freddi e poco empatici, ma è quello che ho riscontrato in questo romanzo.

La storia sembrava bella: un ragazzo che nasce in un piccolo paese dove di bello c’è ben poco. La sua genitrice è una ragazza madre con forti problemi psichici e il bambino cresce praticamente con i nonni spillando birra nel loro pub. Da ragazzo fuggirà da quel contesto per studiare e diventare professore, ma alla soglia dei cinquant’anni, insoddisfatto della sua carriera e della sua vita deciderà di tornare alle origini nel piccolo paese e riprendere da dove aveva lasciato.

La storia è frammentaria, non ha continuità, passa dal presente al passato e ho fatto davvero molta fatica ad entrare nel racconto, anzi a dire il vero non credo di esserci riuscita. Tanti personaggi affollano queste non poche pagine ma, tutti senza spessore e molti non hanno nemmeno motivo, a parer mio, di apparire, se non quello di creare confusione e distogliere dalla storia principale. Anche i protagonisti non hanno spessore, non riescono ad entrare in empatia con il lettore.

È stato davvero faticoso finirlo.