29. nov, 2021

LA STRADA di Cormac McCarthy – einaudi editore 2006 / 220 pg

Voto: 4 stelline / su 5

Un libro che non conoscevo, che ho trovato tra i libri della cantina che ho aiutato a liberare, per poi scoprire di averne un’altra copia anche nella mia libreria. Un romanzo che mi ha incuriosito fin dalla copertina e dal titolo e che poi si è rivelato davvero molto bello.

Un libro che fa riflettere tanto, con una storia molto dura, ma mai angosciante, e anche nella tragicità della narrazione, piena d’amore.

L’autore non ci dice in che periodo siamo, né il motivo di quello che sta accadendo. Tutto ruota intorno al viaggio di un padre e un figlio in un mondo ormai devastato, ridotto in cenere. Non è rimasto più nulla, nemmeno il sole per scaldarsi, e i pochi superstiti lottano per la sopravvivenza in cerca di cibo.

Non hanno nemmeno un nome i due protagonisti, non importa. Sono soli, ma si fanno forza l’uno con l’altro e camminano direzione oceano, con la speranza di trovare ancora un po’ di luce e di calore. Hanno poche cose con loro, l’essenziale: delle coperte, del cibo in scatola, delle scarpe e un giocattolo.

Non si sa perché il mondo è ridotto così, eppure lo possiamo immaginare.

Fa venire i brividi pensare che forse non è poi una cosa così impossibile, visto come lo stiamo sfruttando senza renderci conto che non sopravviverà in eterno.

Il rapporto padre e figlio è di una bellezza sconvolgente, un padre che non crede più in nulla e ha come unico scopo proteggere suo figlio e cercare di fargli avere meno paura possibile, mentre il piccolo ha ancora un barlume di umanità che cerca di ritrovare anche nel padre o di infondergliela.

Un capolavoro, un romanzo che fa riflettere e fa commuovere. Da questo libro è stato tratto anche un film “The Road” di John Hillcoat, ma ho un po’ paura del paragone, non so se ha saputo trasportare questi due meravigliosi personaggi, sullo schermo, nel modo adeguato.  

Il finale è commovente ma nel suo dolore da speranza.

Una frase bella del libro:

“Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare.”