6. set, 2021

M IL FIGLIO DEL SECOLO di Antonio Scurati (edito da Bompiani settembre 2018 – 827 pg)

Voto: 3 stelline / su 5 

Eccomi di nuovo dopo una lunga pausa estiva. No, non sono sparita, mi sono solo imbattuta in un libro che mi ha dato del filo da torcere.

Un consiglio che mi sento di darvi subito è di non fare il mio stesso errore, non leggetelo in vacanza perché “così avete più tempo”.

Non è un libro da spiaggia, né da montagna, è un romanzo (anche se non lo chiamerei proprio così) che va letto con molta attenzione, non si può leggere tra gli schiamazzi sulla sabbia o distratti da bellezze montane o di città d’arte. Dovete leggerlo nel silenzio della vostra camera, concentrarvi e possibilmente sottolineare i passaggi importanti. Non lo definirei romanzo perché è un libro molto documentaristico dove Scurati, in modo eccelso, descrive e ci riporta stralci di storia, una storia che oggi più che mai dovremmo ricordare o imparare molto bene, per non ripetere gli stessi errori. Perché si sa, la storia è ciclica e alcuni personaggi possono tornare sotto altre forme.

Ovviamente il protagonista di questo primo volume è Mussolini e la sua ascesa in un arco di tempo molto limitato, dal 1919 al 1925.

In sei anni il giovane Benito diverrà da giovane giornalista a Presidente del consiglio, il più giovane di sempre… il resto è storia.

Ma una storia che troppo spesso dimentichiamo, una storia che si studia

poco e male alla scuola dell’obbligo, su cui ci si dovrebbe soffermare

molto di più e analizzare meglio, come fa l’autore in questo libro da proporre come manuale scolastico.

Ci sono dettagliatissimi racconti sul rapporto con D’Annunzio, con le sue innumerevoli amanti e con tutti i funzionari più importanti della politica italiana. La narrazione arriva fino a poco dopo il delitto Matteotti, quando per un brevissimo istante l’Italia avrebbe potuto salvarsi dal fascismo e da Mussolini, un istante in parlamento dove l’uomo del secolo ebbe un tentennamento, dove lasciò la parola (per l’ultima volta) a chi volesse dire qualcosa contro di lui.

Ma l’uomo è vigliacco e pavido.

Nessuno si alzò, nessuno osò parlare e l’uomo del secolo iniziò la sua ascesa.

Forse se quel giorno, in quella sala, anche uno solo avesse provato a fermarlo … chissà… ma la storia non si fa né con i se né con i ma.

Però è importante conoscerla oggi più che mai, oggi in cui si abusa continuamente della parola “fascista”, la si usa impropriamente in ogni contesto e, come disse qualche giorno fa Gianrico Carofiglio in un’intervista parlando proprio di questo abuso:

“Usare impropriamente una parola le sottrae il suo significato”.

Ora vi starete chiedendo come mai un voto medio, visto il commento positivo. Il voto è solo per il mio gusto personale, lo avrei preferito più romanzato, sarei voluta entrare di più nella storia, magari anche nella testa di Mussolini per capire meglio le atrocità che gli passavano per la mente. Il romanzo inizia e finisce con dei pensieri di Mussolini in prima persona e mi sono piaciuti moltissimo, avrei voluto tutto il libro così.

Poi diventa molto didascalico e con una raccolta di materiale interessantissimo ma poco coinvolgente emotivamente.