1. giu, 2021

CIRCE di Madeline Miller (397 pg. Ed. Marsilio 2018)

Voto: 4 stelline / su 5

Un romanzo davvero affascinante giunto a me tramite il passaparola di un’amica.

Circe e il suo mito più o meno lo conosciamo tutti, la maga/strega che trasformò in porci la flotta di Ulisse, ma tutto qui?

Si, diciamo che Omero nella sua mole di pagine dedicate ad Ulisse o meglio, Odisseo (come viene più correttamente citato in questo testo) non poteva troppo prolungarsi sul personaggio di Circe.

Allora ci ha pensato Madeline Miller che, con un dottorato in lettere classiche, evidentemente sa il fatto suo e conosce tutta la vita di Circe e ce la riporterà direttamente dalla sua calda voce, voce da umana, dicono gli Dei, voce che tutto l’Olimpo prende in giro e gli umani fanno fatica a riconoscere come divina.

Circe, figlia di Elios, dio del sole e della ninfa Perseide, si capisce dalle prime pagine che è una dea un po’ diversa dalle altre.

Ha un cuore, ad esempio e si commuove quando vede soffrire lo zio Prometeo, soffre di empatia, assai strano per una divinità.

In queste pagine scopriremo tutte le vicende che la coinvolgono, sia prima che dopo l’incontro con Odisseo.

Ne uscirà un ritratto bellissimo di questa Dea, di cui mi sono letteralmente innamorata. Una donna forte e coraggiosa che vivrà tutta la sua esistenza, per gran parte del tempo da sola in esilio, sulla piccola isola di Eea. Accompagneremo Circe in una vera e propria crescita interiore e non solo.

Da questa piccola isola, Circe ci farà sognare insieme a lei, ci fa tremare di paura, di odio, di dolore ma anche di gioia. Ci racconterà, incontrandoli, i più grandi miti, da Dedalo e Icaro ad Arianna e il Minotauro, da Scilla a Medea fino ad arrivare a Penelope e Telemaco e ovviamente il suo più grande amore, Odisseo.

Pagine di mitologia trattate come un grande romanzo, intenso e imperdibile. Se pensate di sapere già tutto sulla mitologia, leggetelo e ricredetevi, se invece come me, ammettete la vostra ignoranza, leggetelo e arricchitevi.

Lo stile di Madeline Miller è a dir poco aulico, ogni parola è ben dosata, scelta e amata. Non sono semplici frasi, sono tocchi di rugiada su un foglio bianco.

Una frase bella del libro:

“Com’ero rigida, vestita di quella mia dignità divina che non sapevo di indossare.”