6. apr, 2021

IL GIORNO DELLA CIVETTA di Leonardo Sciascia (120 pg – Einaudi)

Voto: 3

Questo è un libro che ho trovato per caso, o forse lui ha trovato me…

C’è un posto bellissimo dove vado d’estate, è il Parco Arcadia di Bareggio e qui, oltre ad un grande parco con tanti animali trovate anche, subito dopo l’ingresso, un gran tavolo sotto una tettoia dove si possono portare i propri libri e prenderne altri. Lo faccio spesso perché, purtroppo, lo spazio in casa è quello che è e poi mi piace che alcuni di loro passino in altre mani e in altre case. Certo non lo faccio con quelli a cui sono più affezionata.

Una domenica mattina, dopo aver riposto i miei libri, come sempre mi sono messa a dare un’occhiata a quello che c’era ed ho trovato lui… E’ stato amore a prima vista già solo per l’edizione. Conoscevo questo libro ma faceva parte di quei titoli che “si, prima o poi devo leggere”. Beh, questa volta ha trovato lui me. Copertina ingiallita, prima edizione del 1961 con il timbro della Siae ancora in rilievo sulla prima pagina. Ma la cosa più commovente è la dedica che vi ho trovato dentro e che mi ha fatto pensare a quanta strada aveva fatto e quante mani aveva visto questo libro.

La dedica recita così:

Milano 4/6/1973

Alla più cara e di cuore delle mie compagne, anzi alla mia “rompiscatole” di una compagna di banco con affetto.

Loredana

Il libro non è semplicissimo, succede tutto nella prima pagina, un uomo sale su un mezzo pubblico e viene assassinato.

Poi tutto il resto del romanzo si svolge nel commissariato dove si avvicenderanno vari personaggi che saranno interrogati per trovare il colpevole.

Ma siamo in Sicilia e…  “La Mafia? Non esiste.” Questa è la continua cantilena che si sente ripetere il nuovo questore che arriva dal Nord, è appena stato trasferito e vuole vederci chiaro in questa storia, ma non sarà così semplice, si accorgerà molto presto dei problemi che avvolgono questa isola e che purtroppo, ancora oggi, non sono del tutto risolti, pur essendo passati esattamente sessant’anni da quando questo romanzo è stato pubblicato per la prima volta. È il primo romanzo che leggo di Sciascia e mi ha colpito, il suo stile impeccabile ed elegante ma soprattutto il suo essere, purtroppo, ancora così attuale.

È come se fosse stato scritto oggi, nulla è ancora cambiato.

Viviamo in un immobilismo spaventoso.

Una frase bella del libro:

“Niente è la morte in confronto alla vergogna.”