22. gen, 2021

LA DONNA DEGLI ALBERI di Lorenzo Marone (217 pg)

Voto: 5 stelline /5 

Si dice che non bisognerebbe mai leggere tanti libri dello stesso autore perché prima o poi qualcuno ti delude.

Si dice che molti autori abbiano uno stile così riconoscibile che dopo un po’ i loro libri sono tutti uguali.

Si dice che sia difficile per un autore uomo immedesimarsi in una donna.

Ecco Marone sfata tutto questo. Credo di essere al suo quinto libro (ho perso un po’ il conto) e non mi stanca mai, ogni libro ha una sua caratteristica, non è mai banale, mai scontato, entra nell’anima dei protagonisti e del lettore. In questo libro, dove a raccontarci la sua storia è una donna, lui è quella donna, rispecchiandone e mettendo in perfetta evidenza le paure, le fragilità ma anche i punti di forza.

I personaggi non hanno nomi, Lei non ha un nome, l’uomo di cui si innamora non ha un nome, tutti lo chiamano “Lo straniero” e così ogni personaggio che incontrerà. Non sappiamo Lei da cosa stia scappando, forse da se stessa. Non ce lo dice. Sappiamo solo che è fuggita da una città e si sta rifugiando nella baita di famiglia per ritrovare se stessa e un po’ di pace. Il forte contatto con la natura e le persone di questo luogo lontano la scalderanno nell’inverno più buio della sua vita e con la primavera una forza nuova le darà la speranza di tornare a vivere più forte di prima, come una stella alpina.

Un libro di allusioni, metafore, natura, dolore ma mai rimpianti.

La protagonista è una di quelle donne come piacciono a me, una donna in rinascita, che non si arrende nemmeno davanti al dolore più grande ma, anzi, da lì prende la forza per ricostruire e ricostruirsi.

Marone si immedesima nelle donne come pochi sanno fare e infatti al termine del libro, nei ringraziamenti, ringrazia le donne della sua vita e viene quindi da pensare che siano donne davvero speciali se sono riuscite e renderlo così empatico e sensibile, virtù oggi più unica che rara.

Le sfumature di una donna sono davvero molte eppure lui, soprattutto in questo libro, le ha colte tutte.

Ci sono moltissime frasi belle nel libro, viene da sottolinearlo quasi tutto.

Ma c’è un passaggio che credo racchiuda il senso di tutto e che ci debba anche far riflettere su dove stiamo andando e soprattutto dove vogliamo arrivare.

“Siamo una specie assassina, uccidiamo senza fame, imprigioniamo e rendiamo gli animali invisibili, puniamo senza remore la loro innocenza, manchiamo di pietà ed empatia, siamo vili e temiamo la nostra sola fine, non quella degli altri, non certamente quella degli animali, che invece sanno morire da soli nel bosco, con la dignità che noi non sappiamo.”