6. nov, 2020

UNA VITA COME TANTE di Hanya Yanagihara (1090 pg)

Voto: 5 stelline su 5

Non è un libro facile, ve lo dico in tutta onestà, sia per la mole di pagine che per il contenuto, ma credo sia uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni.

Penso di poterlo tranquillamente paragonare al Cardellino di Donna Tartt, sia per la mole di pagine che per la storia intensa, quelle storie, si lunghe, un arco temporale di molti anni, ma che ti rapiscono e ti lasciano qualcosa di profondo dentro, qualcosa simile ad una cicatrice. Addirittura lo paragonerei al mio amatissimo Stoner di John Williams, qui più su un lato affettivo ed emotivo. Mi sono affezionata a Jude come lo feci a Stoner e alla fine del libro, anche questa volta, ho pianto come una fontana, pur non avendo con i libri la lacrima facile.

Ma veniamo a noi.

Tutto inizia con una storia tutto sommato abbastanza normale, quattro ragazzi, ognuno con delle storie, qualcuno appare subito più votato al dolore altri sembrano ragazzi nella norma, che si conoscono al College e fanno amicizia.

Un’amicizia che li legherà per tutta la vita. Andiamo avanti con le pagine, con la storia di questi quattro amici, la narrazione alterna le loro vicende e noi ci facciamo cullare da questi racconti.

Poi il campo si inizia a restringere, sempre di più, fino a che ci renderemo conto che il protagonista assoluto è uno e uno solo: Jude.

E’ sua la vita come tante o meglio è lui che avrebbe voluto una vita come tante. Lui che avrebbe voluto una vita banale, persino noiosa.

Non voglio raccontarvi troppo, è un libro che va gustato pagina dopo pagine e non è giusto vi sia svelato nulla.

Magari questo Lockdown è proprio il momento giusto, avrete più tempo per assaporarlo e dedicarvici. Non è sicuramente un libro da leggere in spiaggia.

Preparate però i fazzoletti, questo posso dirvelo.

Ogni personaggio ha qualcosa di sublime, una delicatezza un’unicità che davvero non saprei riportarvi.

Jude è un ragazzo sfortunato, ma in un modo che non potete nemmeno immaginare, eppure è attaccato alla vita, ci prova in tutti i modi a sopravvive e soprattutto ha tanti amici che faranno di tutto pur di non fargli abbandonare la partita.

Le emozioni, Hanya, ce le descrive così bene da renderle visibili.

Non perdetevi questo capolavoro, sì l’ho detto! Per me è un capolavoro! Fa male, molto male, ma in fondo spesso i dolori più grandi sono quelli che poi ci fanno vedere la vera bellezza delle cose.

Consigliatissimo!

Una frase bella del libro… non c’è… ci sono pagine intere.