28. mag, 2020

GUIDA IL TUO CARRO SULLE OSSA DEI MORTI di Olga Tokarczuk (260 pg)

VOTO: 2 stelline 

Partiamo dalla scelta del libro, perché si sceglie un libro? A chi ci ispiriamo? Di che consigli ci fidiamo? Andiamo ad istinto? Si a volte anche.

La scelta di un libro è molto importante soprattutto se di parecchie pagine, perché ci accompagnerà per giorni e si sa, quando si deve intraprendere un viaggio è meglio farlo con un buon compagno. Ma il libro non è solo il compagno, il libro è il viaggio stesso.

Questo libro mi è stato proposto dal gruppo di lettura di cui faccio parte.

Nessuno lo conosceva però, solo un’amica di un’amica lo aveva letto e le era piaciuto… primo mio storcimento di naso (se si può dire). Personalmente preferisco non affidarmi ad una sola voce, troppo pericoloso, a meno che la voce non sia di nostra totale fiducia.

Secondo storcimento di naso è stato il titolo, non certo invitante, però non tutti i capolavori hanno avuto grandi titoli, questo voleva essere un titolo ovviamente di effetto, poi ho scoperto leggendo il libro che fa parte di una poesia di Blake, quindi ok sorvoliamo sul titolo. Ultimo e terzo storcimento di naso l’ho avuto quando si è dato per scontato che potesse essere un bel libro perché la scrittrice ha vinto il premio Nobel nel 2018. Io sono un po’ prevenuta su questo fronte perché non è così scontato.

Nonostante tutti questi miei “cattivi presagi” inizio il libro con entusiasmo, come sempre. Trovo anche delle frasi interessanti, accattivanti. Ci mancherebbe, è pur sempre un premio Nobel. Ma la storia? La storia è nulla. Non c’è nulla che mi ha coinvolto, i personaggi sono di poco spessore, non sono approfonditi.

La protagonista, per quanto mi riguarda, andava chiusa in manicomio e buttata via la chiave. Non posso spoilerare perché potrebbe esserci qualcuno che spinto da macabra curiosità vorrà leggerlo, e il libro tenta di essere una sorta di giallo, io lo definirei più un giallino, un’ocra.  Sicuramente l’autrice ha provato a cavalcare l’onda del discorso ambientalistico, la natura, i vegani, la natura che si ribella all’uomo. Insomma, cosa di nuovo? Io temo, e questa è un po’ la mia paura sempre per i Nobel o i premi Strega e via dicendo, che dopo un grande successo qualcuno si sieda un po’, o si monti la testa e pensi che può scrivere qualsiasi cosa, tanto ormai è arrivato alla vetta.

Sicuramente vorrò leggere altro di Olga perché, a questo punto, sono curiosa di comprendere meglio le motivazioni del Nobel di 2 anni fa.