22. mag, 2020

SOLO BAGAGLIO A MANO di Gabriele Romagnoli (87 pg)

VOTO: 5

Un bellissimo e piccolissimo manuale di vita.

Romagnoli apre il suo libro con un’esperienza alquanto insolita.

L’incipit del libro è “Sono stato al mio funerale e ho imparato qualcosa sulla vita.”

In poche parole nel Sud Corea ti organizzano un finto funerale per farti riacquistare fiducia nella vita, nel caso ne fossi momentaneamente sprovvisto.

Romagnoli, da buon giornalista e viaggiatore curioso, decide di provare questa esperienza e di raccontarci poi, in quei pochi minuti chiuso in una bara, cosa gli è passato per la mente.

Beh non so se la storia sia vera o romanzata ma ciò che nasce da essa è un piccolo capolavoro. Uno di quei libri che andrebbero tenuti fissi sul comodino e riletti ogni tanto. Ci dà dei consigli di viaggio importanti, viaggio inteso non solo come scoperta di mondi nuovi ma viaggio inteso anche come vita.

Il consiglio principale, che dà anche il titolo al libro è di portare con voi solo e sempre un bagaglio a mano, liberatevi di tutte le cose superflue, di tutte le preoccupazioni, gli orpelli.

Non servono a nulla. La vita è breve e va vissuto nel modo più spontaneo, leggero e felice possibile. Aggrappatevi all’ INDISPENSABILE nei rapporti umani, nella vita in generale e si, anche nei viaggi. Tutto il resto è zavorra che affatica e rallenta il vostro cammino.

 “Di fronte a una valigia grande si tende a riempirla con quel che ci sta. Nel bagaglio a mano entra quel che si vuole.”