25. apr, 2020

LESSICO FAMIGLIARE di Natalia Ginzburg (218 pg)

Voto: 3 stelline e ½

Pur non avendo mai letto l’Ulisse di Joyce (peccato molto grave) mi ha ricordato il suo flusso di coscienza. Qui la punteggiatura non manca ma mancano i capitoli che a volte aiutano a separare un po’ i periodi temporali di un racconto.

E’ comunque molto scorrevole e molto piacevole come lettura anche perché ha avuto una vita molto interessante in un periodo storico intenso.

Di se stessa in realtà parla poco ma racconta molto di suo padre, sua madre, i suoi fratelli e soprattutto del suo primo marito Leone Ginzburg e di Cesare Pavese. Incontra grandissimi personaggi nella sua storia come anche Olivetti. Insomma una vita degna di essere raccontata fatto in un modo molto fluido.

Poche emozioni forse, pochi dettagli ma è comunque uno stile di scrittura che apprezzo molto.

Il voto non è altissimo ma penso sia comunque un buon voto.

Lo suggerirei.

Ci sono dei passaggi dove parla del dopoguerra che combaciano perfettamente con i nostri tempi.

“Era, il dopoguerra, un tempo in cui tutti pensavano d’essere dei poeti, e tutti pensavano d’essere dei politici; tutti s’immaginavano che si potesse e si dovesse anzi far poesia di tutto, dopo tanti anni in cui era sembrato che il mondo fosse ammutolito e pietrificato e la realtà era stata guardata come di là da un vetro, in una vitrea, cristallina e muta immobilità”.

Altre pagini toccanti sono quelle dove parla del suicidio di Pavese, davvero commoventi.