28. mar, 2020

LA ZONA CIECA di Chiara Gamberale (210 pg)

Voto:  3 stelline

Lo stile della Gamberale mi piace sempre molto.

E’ scorrevole, ha un linguaggio schietto, pulito, infatti sono d’accordo con l’analisi che c’è proprio sul suo linguaggio a fine libro, fatta da Walter Siti dove dice: “la Gamberale è bravissima negli incastri, nelle soluzioni strutturali che tengono viva l’attenzione, nell’alternare diversi tipi di scrittura (il dialogo, la telefonata, la diretta radio, la mail) … e diversi caratteri tipografici…”

Non è uno dei suoi libri migliori, non mi è piaciuta molto la storia.

La ragazza difficile che fa dentro e fuori dall’ospedale psichiatrico, si innamora di un uomo ancora più problematico di lei con grandi problemi di droga e non solo che, pur facendola soffrire, lei non vuole lasciare.

Non trovo una grande originalità nella storia però mi piace come è scritta e uscendo da un libro impegnativo come  Jane Eyre, avevo bisogno di un po’ di semplicità.

Una frase bella del libro:

“Questa roba vischiosa chiamata grande amore forse si riduce solo a un equilibrio precario di malintesi.”