21. feb, 2020

LUNGO PETALO DI MARE di Isabel Allende (344 pg)

Voto: 3 ½ (su 5)

 

All’inizio ho pensato “No, non è lei che scrive” uno stile completamente diverso da quello onirico de La casa degli spiriti.

Molto freddo, storico, troppo per i miei gusti e poi salta da un personaggio all’altro senza darti il tempo di affezionarti.

Ho trovato bellissimo l’incipit dove un giovanissimo Victor salva un giovane militare stringendo il suo cuore nella sua mano, una immagine forte e poetica.

Beh mi aspettavo che questa storia proseguisse invece viene abbandonata subito.

Poi però superata la prima metà, il libro prende vita nuova, iniziano a prendere vita finalmente i personaggi, soprattutto quelli femminili di cui ti innamori, Ofelia, Roser (la mia preferita) e Carme.

Victor invece come tutti gli altri uomini sembra un po’ in balia degli eventi, tranne nel bellissimo finale dove ho ritrovato lei, la mia Allende e così facciamo pace e riprendo ad amarla come sempre e il 2 che inizialmente le avrei dato si trasforma in 3 e mezzo. Questo è il classico esempio per cui un libro non va mai abbandonato a metà perché nel finale si può nascondere l’essenza.

Bellissimi gli inserti delle poesie di Neruda che accompagnano tutto il romanzo.

 

Una frase bella del libro:

 

“Di fronte all’avvicinarsi della morte, l’intensità del suo amore divenne insopportabile come una bruciatura.”