10. dic, 2019

IL COLIBRì di Sandro Veronesi (360 pg)

VOTO (da 1 a 5)    :    2

Ho fatto davvero fatica a portarlo a termine, l’ho trovato di una noia mortale.

Ci lascia già dalle prime pagine con il fiato sospeso per la vicenda dell’essere in pericolo di vita e poi non conclude, non ci dice il perché, muore lì, non la eviscera e 20 pagine dopo la ritira fuori e la risolve in modo banale e in 2 righe.

Noiosissimo l’inventario di casa del papà, confusionario nei ricordi fino alla fine non si capisce perché il fratello ce l’ha con lui e quando lo svela c’è da mettersi le mani nei capelli o le mani in torno al collo dell’autore.

Anche i lutti che subisce non vengono raccontati, eviscerati, non ci sono emozioni in questo libro se non nelle ultime, devo dire, belle pagine.

Ma un libro di 360 pagine non può essere interessante solo nelle ultime 20.

Il protagonista è Marco, figlio di Letizia e Probo, fratello di Giacomo e Irene, marito di Marina, papà di Adele, nonno di Miraijin, innamorato da sempre di Luisa.

Con le storie che inizia e non sviluppa ci si potevano scrivere almeno altri 5 libri, ha uno stile per me snervante.

L’unico personaggio bello che mi è piaciuto molto è il Dott. Corradori, belle le pagine del paragone con il disastro aereo e il sopravvivere.

Noiose le lettere tra Luisa e Marco, questo amore adolescenziale mai consumato e mai vissuto.

Un libro triste in tutti i sensi.

Potendo scegliere non credo leggerei altro di Veronesi, questo è stato il primo e spero l’ultimo.