24. ott, 2019

TRE PIANI di Eshkol Nevo (255 pg)

 

Voto : 4 –

Libro recentissimo (2017) di un autore che scopro per la prima volta e scoprire nuovi autori da sempre quella sensazione di vittoria, di arricchimento.

Nevo è della classe 1971 quindi piuttosto giovane.

Qui ci troviamo davanti a 3 bellissime storie, tre monologhi in realtà ma senza avere l’immobilità del monologo, un monologo che riesce ad essere corale grazie alla bravura dello scrittore che riesce a dare più voci ad un unico narratore.

Uno stile per me nuovo, anche un modo di scrivere e di narrare mai visti prima.

Ogni personaggio che ci racconta la sua storia ha un interlocutore muto e noi siamo lì con loro, attraversiamo i tre piani come se attraversassimo tre fasi della vita.

E’ stato paragonato molto a Freud ma io ho ritrovato più degli stati d’animo e delle fasi dell’età .

Il primo piano, il padre ossessionato dalla paura che la sua bambina sia stata vittima di un abuso e poi lui stesso da vittima si trasforma in carnefice nei confronti di una minorenne.

Il primo piano rappresenta per me la paura, la rabbia, l’irrazionalità tipici dell’età giovanile.

Il secondo piano è un racconto dolcissimo, una donna spesso sola, con 2 figli da crescere, un marito e padre molto assente.

Arriva un giorno il cognato, chiede aiuto e ospitalità, è ricercato, lei sa che dovrebbe mandarlo via, ma non lo fa e inizia la sua rinascita come donna.

Per me rappresenta l’amore, l’incoscienza a cui ci porta l’amore e il rischio tutte tipiche dei trentenni. Quell’età dove non sei più ragazzino ma sei ancora convinto di avere tutto il mondo ai tuoi piedi e di potere fare ciò che vuoi e che tutto ti sia concesso.

Poi il terzo piano, è quello che ho avuto più difficoltà a seguire e a capire, ma forse per mia distrazione, ed è per questo che ho aggiunto un meno ad un 4 meritatissimo.

Il terzo piano per me è la saggezza, la terza età ma anche la maternità, il perdono e l’andare avanti nonostante tutto.

Protagonista è un ex giudice ormai vedova che parla con la segreteria telefonica dove c’è il messaggio del marito e li le sembra di poter parlare con lui e a lui racconta il suo sforzo nell’andare avanti dopo la sua perdita, la voglia e il bisogno di cambiare casa e di riavvicinarsi a quel figlio che per colpa del marito testardo stava perdendo.

Un libro intenso, profondo, scorrevole, delicato insomma DA LEGGERE !

Una frase bella del libro:

“Ma d’ora in poi non si tratta più della nostra strada, amore mio, fiore mio, mia sventura. D’ora in poi è la mia strada”.