21. ott, 2019

Expo 58 di Jonathan Coe (280 pg)

Voto:3 ½

La trama:

L'Exposition universelle et internationale de Bruxelles del 1958 è il primo evento del genere dopo la Seconda guerra mondiale. La tensione politica tra la Nato e i paesi del blocco sovietico è al culmine. In piena Guerra fredda, dietro la facciata di una manifestazione che si propone di avvicinare i popoli della Terra, fervono operazioni d'intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione del club Britannia nel padiglione inglese è un giovane copywriter del Central Office of Information di Londra, Thomas Foley, che si trova così catapultato al centro di un intrigo internazionale di cui diventa un'inconsapevole pedina. In un fuoco di fila di esilaranti colpi di scena, il racconto corre su due binari paralleli egualmente coinvolgenti: i turbamenti amorosi del giovane Thomas e una spy story pervasa dal proverbiale umorismo di Coe.

 

Dopo Middle England è stato un po’ deludente, mi aspettavo un po’ di più da questo romanzo del 2013. Lo stile è sempre impeccabile. In questo romanzo ci sono meno descrizioni e meno particolari ma più intrighi, sembra quasi un poliziesco in alcuni tratti e ci sono delle pagine anche molto divertenti, personaggi che sembrano vere e proprie macchiette. I molti colpi di scena poi lo rendono movimentato e mai monotono. Diciamo che non regge il paragone con l’ultimo capolavoro ma è comunque molto scorrevole e piacevole.

 Una frase bella del libro:

 

Dobbiamo tutti goderci il nostro tempo qui, finchè possiamo. Perché potrebbe finire da un momento all’altro, e nessuno di noi può sapere quando o come… E’ questo il problema con la felicità”.