17. mag, 2019

CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO (di Augusten Burroughs – 300pg)

VOTO : 3 ½

Dal retro di copertina:

Mi annoio facilmente, lo confesso. Chiedo continuamente di essere intrattenuto in ogni situazione che vivo: se sono in coda alla posta, per esempio, spero sempre che succeda una lite con l'addetto di turno ligio alla burocrazia. Ho un debole per le situazioni stravaganti e le parole coraggiose. Quando ho sentito il piccolo eroe di questa storia - che si chiama, non a caso, Augusten - dire: "Da grande volevo diventare o un medico o una celebrità. L'ideale sarebbe stato fare la parte di un medico in una serie TV", ho capito che aveva tutte le carte in regola per non annoiarmi. E non mi ha deluso. Uno sguardo lucido, il suo, che solo un ragazzino può avere. Una vena ironica irresistibile, quasi genetica, che trasforma ogni possibile incazzatura in un sorriso disarmante. Ed è una storia che rischia di fare molto incazzare, questa. Perché racconta di quanti torti può subire un adolescente durante il suo percorso di crescita: una madre tutta sbagliata, che si rivolge a lui come se rispondesse a un'intervista televisiva; un padre che sogna di abitare vicino a una discarica; una seconda famiglia completamente andata, che gli risolve i problemi facendo la "pesca alla Bibbia". Ma la forza di Augusten (Burroughs) è proprio la sua grande capacità di adattamento. Anzi, direi addirittura che Correndo con le forbici in mano è una lezione di adattamento al mondo che ci circonda. (Luca Bianchini)

 

Non posso che essere più che d’accordo con queste parole. Un libro dolcissimo ma con uno spirito pungente e dissacrante. Anche quando descrive i suoi primi approcci sessuali con Neil non è mai volgare.

Mi sono appassionata a questo libro fin dalle prime pagine, l’incipit è bellissimo “Mia madre.. odora di lucido e di pronto…. e della dolcezza cerosa del rossetto”.

Per me solo un grande scrittore sa rendere con le parole un profumo e un’immagine in modo così nitido.

Il libro scorre in modo molto piacevole, nonostante l’autore ci stia raccontando la sua adolescenza difficile con una madre completamente folle, un padre che anela ad ucciderli, la scoperta della propria omosessualità, lo psicologo della mamma e la sua famiglia che sembrano i più pazzi di tutti…

Eppure Augusten ad ogni pagina ci strappa un sorriso e spesso anche una risata.

Un libro leggero e profondo allo stesso tempo, narrato con cuore e stile.

Da leggere anche se non è facile reperirlo, io credo di aver trovato su IBS l’ultima copia del libraccio e mi sento molto fortunata per questo 😊

Una frase bella del libro :

“Scrivere era l’unica cosa che mi faceva stare bene. Potevo fuggire dentro la pagina, dentro le parole, dentro gli spazi tra una parola e l’altra”.