3. apr, 2019

DIVORARE IL CIELO (di Paolo Giordano – 430 pg)

Voto: 3 ½

Un Paolo Giordano che di nuovo non mi convince del tutto. Forse ho amato troppo La solitudine dei numeri primi ma anche questo romanzo non mi ha trasmesso quelle emozioni del suo primo.

E’ una vera e propria epopea quella che ci racconta qui, la storia d’amore di Teresa e Bern da quando sono adolescenti all’età adulta.

Teresa ragazzina ricca e viziata passa le vacanze estive con il papà nella villa della nonna in Puglia, annoiata preferirebbe restare a Torino con gli amici.

Ma un’estate conosce Bern, Nicola e Tommaso e da quel momento le loro vite cambieranno, soprattutto quella di Bern e Teresa.

Ho la sensazione che Giordano abbia voluto mettere un po’ troppa carne al fuoco prendendo anche fin troppi spunti da romanzi più datati.

Ad esempio tutta la vita bucolica in masseria mi ha ricordato tantissimo il libro di Andrea De Carlo “Due di due” e l’ho trovata abbastanza noiosa. Poi ha inserito il gioco d’azzardo, la droga, l’omosessualità, la difficoltà ad avere figli, la religione, i figli adottati, la fecondazione assistita, le lotte ecologiste, i black bloc e molto altro.

Insomma da questo libro aveva spunto per altri dieci, inoltre l’ho trovato molto confusionario, fa dei salti temporali che ho fatto fatica a seguire e con cui mi sono ritrovata solo molte pagine dopo.

Sempre molto bravo però nella caratterizzazione dei personaggi, questo bisogna riconoscerglielo.

Una frase bella del libro :

“Era strano realizzare che il tuo destino dipendeva dalla scelta di un’altra persona, da un suo momento di debolezza”.