6. dic, 2018

LA FAMIGLIA AUBREY (di Rebecca West – 570pg)

voto 2 ½

Ho scelto questo libro perché sul retro di copertina Alessandro Baricco scrive: “Uno dei migliori libri scritti nel Novecento… “ Ecco non mi sono trovata proprio d’accordo con Baricco. Ho trovato questo libro di una noia mortale senza colpi di scena con pezzi di storia lasciati a metà senza spiegazioni.

Ma partiamo dai personaggi:

La madre grande musicista, amante della bella musica al punto tale che non incoraggerà mai la figlia più grande Cordelia a suonare e anzi quando questa troverà un' estimatrice che la farà studiare e la porterà in giro a fare concerti la mamma la ostacolerà in tutti i modi con l’appoggio delle due sorelle gemelle più piccole perchè convinta che invece Cordelia non sappia suonare. 

Il padre è inesistente, non c’è all’inizio, appare vagamente in qualche frammento centrale e poi sparisce di nuovo, si viene a sapere anche di un tradimento ma l’argomento non viene minimamente sviluppato e viene fatto morire all’istante.

Cordelia è il personaggio che mi è risultato più simpatico, magari non un genio musicale ma normodotata che viene ostacolata in tutti i modi dalla famiglia e dalla madre soprattutto.

Poi ci sono le 2 gemelle invece orgoglio della mamma che meritano tutte le sue attenzioni perché già brave musiciste fin da piccoline.

Costance l’amata cugina con la figlia Rosamunda che vivono situazioni paranormali e anche questo argomento viene trattato in un paio di pagine senza essere minimamente approfondito e spiegato.

Belle le descrizioni, questo lo ammetto, ci sono alcuni punti dove ti fa vedere la scena e te la fa vivere ma per il resto una noia mortale e troppi temi non sviluppati.

Una frase belle del libro:

“Però non è tanto quello che uno fa, quanto il fatto che il tempo ti scivoli accanto. Ti piace sempre così tanto la primavera, e di quella passata non ti sei nemmeno accorta.”