17. nov, 2018

La vita davanti a se’ di Romain Gary (214 pg)

voto 5

Un insieme di personaggi uno più bello dell’altro, una storia dolcissima e a tratti anche ironica dove sfiora temi importanti come la prostituzione, l’abbandono dei bambini nati per sbaglio, l’eutanasia, la droga, gli omicidi passionali, l’essere un transessuale, il tutto con una delicatezza e con gli occhi di un bambino, il piccolo Momò a cui non si può non affezionarsi.

Tutta la vicenda è narrata da lui che è stato accolto da Madame Rosa appena nato perché figlio di una prostituta che poi si scoprirà essere stata anche assassinata dal marito pazzo. Madame Rosa è un altro personaggio meraviglioso, ex prostituta, ex donna bellissima, accoglie a pagamento questi orfani e li cresce con amore come se fossero tutti suoi, soprattutto il piccolo Momò.

Madame Rosa calpestata dall’amore da ragazza, appena rientrata in Francia si innamora di un uomo che pochi giorni prima delle nozze le ruba tutto e la denuncia perché ebrea, ma nonostante tutto lei ancora lo racconta con occhi innamorati e sorride serena.

Poi c’è il piccolo Banania, altro piccolo ospite della casa e che sorride sempre.

Il Dott. Katz che tranquillizza sempre Madame Rosa sulla sua salute e sul fatto che non ha il cancro, il suo più grande incubo, e difende sempre anche Momò.

Viene sfiorato il tema dell’eroina che Momò chiama “Felicità” pur essendo assolutamente contrario ad essa ma è un bambino e la vita con gli occhi di un bambino ha espressioni poetiche anche nelle situazioni più drammatiche.

Momò ogni tanto esprime anche qualche perla di saggezza che fa morire dal ridere e addolciscono il cuore.

Altri avvenimenti toccanti nella sua vita sono la scoperta del cinematografo vista con gli occhi ingenui di chi non ha avuto nulla dalla vita e vive tutto come una grande scoperta, sorpresa e regalo.

Come ad esempio il suo amico Arthur, un semplicissimo ombrello ma che lui traveste e si porta anche a letto.

Un altro personaggio bellissimo è Madame Lola un travestito dal cuore d’oro che aiuta Momò quando Madame Rosa inizia a stare davvero male, lei va a cucinare per loro e ad aiutare Madame a sistemarsi perché va bene stare male ma sempre con un filo di rossetto e una goccia di profumo.

C’è una bellissima riflessione sul tema della la vita e del tempo che voglio riportare:

“Il signor Hamil mi aveva detto tante volte che il tempo viene lentamente dal deserto con le sue carovane di cammelli e che non ha fretta perché trasporta l’eternità.  Ma è sempre più bello quando ti viene raccontato, che quando lo guardi sulla faccia di un vecchio che ogni giorno se ne fa rubare un po’ di più e, se volete sapere la mia opinione, il tempo bisogna andarlo a cercare dai ladri.”

Esilarante anche l’arrivo del vero padre di Momò a cui lui si sottrare con l’aiuto di Madame Rosa fingendo di non essere lui e indicandogli un altro bambino che però è ebreo.

Una toccante riflessione sull’ eutanasia nel finale:

“Io non capirò mai perché l’aborto è autorizzato solo per i giovani e non per i vecchi… Io trovo che non c’è niente di più schifoso che infilare a forza la vita nella gola della gente che non si può difendere e che non vuol più essere utile”.

Il finale è struggente e ci lascia con questa bellissima frase che racchiude secondo me tutto il senso di questo meraviglioso libro:

“Bisogna voler bene”

Buona lettura!