12. mag, 2018

HOTEL SILENCE (di Audur Ava Olafsdottir – 190 pg)

Voto : 3 ½

Autore a me sconosciuto e questo è il bello di frequentare un club di lettura…

Il protagonista, un uomo di 49 anni con la mamma ricoverata in un ospizio con l’alzheimer, la moglie che lo ha appena lasciato e nel farlo gli confessa che la loro unica figlia in realtà non è sua … la sua vita è sconvolta e decide di farla finita … si procura un fucile e parte … arriva all’ Hotel Silence un piccolo hotel gestito da un ragazzo e una ragazza molto giovane con un bimbo piccolo.

Il paese dove si trova l’hotel è appena uscito dalla guerra e qui Jonas capisce che in fondo c’è chi ha avuto drammi più pesanti dei suoi nella vita eppure ha avuto il coraggio di rialzarsi e ricostruire …

E’ un inno alla vita e al ricominciare, all’ andare avanti nonostante le difficoltà della vita che a volte ci sembrano insormontabili ma messe a paragone con la guerra, la fame, la morte e la distruzione appaiono insignificanti.

Il tema è molto bello ed è scritto bene ma do un tre e mezzo perché nonostante l’argomento toccante l’autore non ci fa entrare in profondità nell’anima del protagonista, ci lascia un po’ in superficie.

Però ritengo sia da leggere.

Una frase bella del libro :

“La tristezza è come una scheggia di vetro nella gola”